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Memoria spaziale e memoria navigazionale in pazienti neurologici con Sclerosi Multipla e trauma cranico

Informazioni tesi

  Autore: Marco Moretti
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Cecilia Guariglia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 179

La Sclerosi Multipla (SM) è una malattia cronica di tipo infiammatorio-demielinizzante del Sistema Nervoso Centrale (SNC), caratterizzata da un’ampia variabilità per quanto riguarda i sintomi, sia dal punto di vista della tipologia che dal punto di vista della durata e intensità. Fina a circa trent'anni fa, tuttavia, la ricerca si principalmente concentrata sui sintomi neurologici, fisici e motori, trascurando i disturbi cognitivi e psichiatrici. Più recentemente, però, i sintomi cognitivi, nella diagnosi e decorso della SM, hanno iniziato ad essere tenuti in maggiore in considerazione, con un grande aumento degli studi ad essi dedicati. Negli ultimi vent’anni la ricerca ha permesso di dimostrare quindi come nella SM si possano manifestare numerosi disturbi nella sfera cognitiva, in particolare nel campo delle funzioni attentive, del ragionamento concettuale, della velocità di elaborazione delle informazioni e della memoria. Tutti questi disturbi possono compromettere, anche gravemente, la qualità della vita dei pazienti, i quali spesso, al manifestarsi della malattia, si trovano in una fascia temporale della loro vita (dai 20 ai 40 anni) critica per quanto riguarda l’inserimento sociale, lavorativo e relazionale. Inoltre, la presenza di deficit cognitivi può influire pesantemente sulle possibilità di recupero dell’attività motoria attraverso la riabilitazione (la quale necessita di un adeguato livello, ad esempio, di attenzione e memoria per essere messa correttamente in pratica dal soggetto). Sottovalutare i sintomi cognitivi della SM può portare quindi a peggiorare ulteriormente la situazione di questi pazienti, aumentando il disagio psicologico e le difficoltà di gestione della propria autonomia, con una crescita conseguente dei costi sociali (impegni eccessivi per la famiglia ed i care-givers) ed economici (sia a livello familiare che del Sistema Sanitario Nazionale), dovuti anche al lungo decorso della malattia. Per quanto riguarda la diagnosi iniziale della SM, i criteri diagnostici si sono evoluti nel tempo, ma non è ancora chiaro su quali sintomi cognitivi indirizzare l'indagine neuropsicologica a fini diagnostici. Alcuni autori negli ultimi anni si sono concentrati proprio su questo problema, dimostrando sia la presenza di sintomi cognitivi differenti tra le varie forme di SM, sia la loro manifestazione già nelle fasi precoci della malattia, anche in assenza di disabilità fisiche. Tra i sintomi presenti in fase precoce è stata rilevata la presenza di una differenza significativa tra le capacità di memoria visuo-spaziale e verbale nelle fasi iniziali della malattia (i pazienti presentano prestazioni peggiori a compiti che interessano la memoria visuo-spaziale rispetto a quella verbale), che sarebbe presente nelle forme di SM di tipo recidivante-remittente rispetto alle forme progressive. Lo studio si propone di confermare l’esistenza di un disturbo della memoria visuo-spaziale nelle fasi iniziali della malattia e valutarne la presenza in diversi tipi di SM (Recidivante-remittente, primaria progressiva e secondaria progressiva). Un ulteriore obiettivo dello studio consisterà pertanto nel confrontare le capacità di memoria visuo-spaziale per stimoli complessi e per informazioni ambientali, attraverso l’utilizzo di due tipi di test atti a valutare da una parte le capacità di memoria visuo-spaziale per stimoli complessi, misurate tramite il Test di Corsi, e dall'altra le capacità di memoria navigazionale, misurate tramite il Walking Corsi test e la versione umana del Morris Water Maze. La comparazione tra capacità diverse di memoria visuo-spaziale permetterà di approfondire la descrizione dei disturbi neuropsicologici precoci, evidenziando eventuali dissociazioni tra le diverse sotto-componenti dei processi di memoria visuo-spaziale. Concludendo, lo studio ha dimostrato che i test utilizzati nel protocollo sperimentale, cioè la versione laser del Walking Corsi Test e la versione umana del Morris Water Maze, misurano capacità di memoria visuo-spaziale diverse. Di conseguenza, dai dati ottenuti è possibile affermare che i pazienti affetti da Sclerosi Multipla in fase iniziale presentano un disturbo specifico nell’apprendimento di stimoli visuo-spaziali in un ambiente navigazionale, analogo a quello presentato da pazienti con trauma cranico, non accompagnato però da deficit della navigazione in ambienti “ecologici”.

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14 Capitolo I La Sclerosi Multipla 1.1 Cos’è la Sclerosi Multipla? La Sclerosi Multipla, siglata SM o MS (Multiple Sclerosis) e chiamata anche sclerosi a placche, è la più frequente e grave malattia infiammatoria demielinizzante cronica che colpisce il sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale), in particolare la sostanza bianca con progressiva degenerazione/distruzione della guaina mielinica. La mielina è una sostanza costituita da acidi grassi (perciò di colore bianco), prodotta nel SNC dagli oligodendrociti e costituita da lamelle lipidiche sovrapposte che formano manicotti interrotti da nodi, i cosiddetti nodi di Ranvier (Figura 1.1). La mielina è fondamentale nella trasmissione degli impulsi nervosi poiché, attraverso un meccanismo di tipo ‚saltatorio‛ da un nodo di Ranvier all’altro, rende la conduzione dello stimolo lungo la fibra nervosa più rapida ed efficace rispetto alle fibre che sono prive di guaina mielinica. La guaina mielinica, infatti, riveste gli assoni delle fibre nervose consentendo una trasmissione rapida e integra

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neuropsicologia
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