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Lo “status” della metafora nel [de] costruzionismo storico dei “maestri della narrazione” nei romanzi di Julian Barnes, Graham Swift e Kazuo Ishiguro

Informazioni tesi

Traduttore: Enzo Sardellaro
  Tipo: Traduzione
  Anno: -
  Università: University of Silesia, Poland
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 55

Questo documento è una traduzione dall'originale:

"The Status of Metaphor in (De)Constructing Historical Master-Narratives in the Novels of Julian Barnes and Graham Swift and Kazuo Ishiguro"

Traduzione della tesi: Lo “status” della metafora nel [de] costruzionismo storico dei “maestri della narrazione” nei romanzi di Julian Barnes, Graham Swift e Kazuo Ishiguro

La seguente tesi consiste in un tentativo di sintetizzare i numerosi problemi connessi con il narrare rappresentazioni storiche per mezzo di metafore. Esamina come le funzioni dei racconti metaforici possono partecipare, al fine della (de) costruzione delle identità storiche, nonché il modo con cui le metafore possono occupare determinati “luoghi” nell’ordine del discorso. Divisa in tre capitoli, la dissertazione si occupa dello 'spettacolare' e del 'potenziale performativo' del linguaggio figurativo, riuniti in narrazioni storiche che, in modi molto diversi, sono presenti nei romanzi più rappresentativi di Julian Barnes, Graham Swift e Kazuo Ishiguro. Il profilo metodologico dell'analisi condotta in questa tesi è centrato sulla concezione “decostruzionista” della metafora, come su alcune concezioni post-strutturaliste dei rapporti di potere. Nonostante il fatto che la maggior parte delle ispirazioni teoriche sia tratta dalla filosofia di Jacques Derrida e di Michel Foucault, vi compaiono anche altri nomi e fonti teoriche. Tra questi, un ruolo assai rilevante può essere assegnato alla critica letteraria sviluppatasi tra il 1950 e il 1990 in Gran Bretagna e altrove in Europa; la critica femminista, con i suoi orientamenti diversi, insieme con scritti psicoanalitici di Erich Fromm, Sigmund Freud, Jacques Lacan e Julia Kristeva, nonché testi scritti da filosofi e critici più legati alla tradizione strutturalista e al “New Criticism”, piuttosto che al decostruzionismo, come Paul Ricoeur, Roland Barthes, Michail Bachtin, Wolfgang Iser, Stanley Fish e Walter Benjamin. Il primo capitolo, “Metafora e storiografia” , come suggerisce il titolo, funge da breve introduzione alla complessità della storia britannica post-bellica, e del suo impatto sulla letteratura. Inoltre, il capitolo indaga le possibili manovre d’ identificazione, sia individuali che collettive, rispetto alla somma degli aspetti semantici della realtà ereditata dalla storia. Infine, cerca di confermare l’attendibilità che può essere concessa alla metafora grazie a tale analisi. Il capitolo successivo, intitolato “La storia come spettacolo” si occupa della ricontestualizzazione e della manipolazione degli scenari storici. Sono rappresentati protagonisti le cui azioni si concentrano su una sorta di distribuzione metaforica dei ruoli storici nella sfera della particolare tradizione giudaico-cristiana. L'aspirazione ad interagire con la retorica ibrida del luogo e di minare l'autonomia di ciò che è oggi considerato “canonico”, porta, di conseguenza, alla convinzione della fine di tutti i processi storici. L'ultimo capitolo, “La storia come ‘performance’” [prestazione], affronta un certo tipo di sensibilità storica, ma si differenzia dallo spettacolo messo in atto dalle iniziative private dei protagonisti, mossi alla ricerca della verità storica e dal sentimento personale di un’intensificata repressione dalla storia stessa. I protagonisti focalizzano la loro attenzione sul processo d’interpretazione e sugli strumenti interpretativi che possono essere utilizzati al fine di elaborare la versione più autentica e attendibile del passato. Si è discusso sugli esempi offerti dalle arti visive e sulla situazione della pittura di storia, e sui tentativi di renderla “oggettiva” con le infinite interpretazioni circolanti in gallerie e musei. Infine, le azioni performative sono più vividamente esposte dai “discorsi schizofrenici”, che descrivono una realtà alternativa, fabbricata con l'intenzione di protestare contro la cultura egemone. Nel complesso, la tesi cerca di valutare il significato delle metafore nei discorsi che narrano identità storiche.

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La seguente tesi è stata ispirata da una serie di problemi connessi con la moderna condizione della storicità nel contesto della letteratura britannica post-bellica. Nello specifico, essa riguarda la ridefinizione dei valori culturali nazionali, che è stata rafforzata dalla crisi del colonialismo inglese e dalla crescente diffusione del liberalismo. La rivisitazione delle basi metodologiche dei più diversi aspetti della teoria decostruzionista, nonché gli studi sulla cultura e sulla critica letteraria costituiranno i punti principali di una strategia interpretativa elaborata sulla scelta dei romanzi di alcuni autori come Julian Barnes, Graham Swift e Kazuo Ishiguro. Al di là di ogni altra considerazione, la focalizzazione sugli autori sopra citati non è casuale. Nonostante la forte caratterizzazione individuale degli stili di scrittura e delle personali scelte tematiche, tutti e tre gli autori menzionati sopra condividono un “background” intellettuale molto simile. Come esponenti di spicco di una classe sociale emergente; e fatta forse eccezione per Ishiguro, che proviene da una classe meno privilegiata, essi potrebbero sentirsi quasi investiti del compito di un’assunzione di responsabilità per la riformulazione di concetti come “leadership inglese”, e come tali aspirare a ridisegnare una nuova mappa culturale dell’Europa e, in ultima analisi, della questione della razionalità logica della storia stessa. La tesi è suddivisa in tre capitoli. Il primo capitolo, la “storiografia come metafora”, è un tentativo di classificare concetti, quali, per esempio, la “storia come identità”, nonché la storia, nel tempo e nello spazio, “come metafora”. Essa fornisce una breve descrizione del “background” teorico e degli aspetti sociali della cultura che sono connessi alle osservazioni elaborate in questa tesi. I due capitoli che seguono affrontano il tema della “Storia come spettacolo”, e della “Storia come prestazione” [performance], nell’intento di operare una descrizione sistematica di temi che sembrano essere particolarmente presenti e attivi nei racconti che hanno un significato metaforico. Il primo, essenzialmente, si occupa di situazioni in cui l'esperienza dei protagonisti si concretizza in una sorta di attrito tra il loro sentimento di individualità e la pressione degli eventi storici; il che pone il quesito se tutto ciò che accade loro può essere davvero ritenuto singolare e senza precedenti. Una storia siffatta va intesa come “spettacolo”, perché offre un gruppo ristretto di scene, paesaggi e archetipi di figure con i quali ci si può identificare; inoltre, lo “spettacolo” della storia appare “concluso” in sé, e si ha anche l’impressione di una scarsa tolleranza rispetto a un qualunque tentativo d’interpretazione. Dal momento che lo scenario della storia è così turbinoso, ci si pone altresì la questione se le metafore intraviste nei singoli personaggi ci siano realmente, perché essi integrano in sé meta e mini-racconti in un’unica macro-storia, oppure se possono essere utilizzati solo in opposizione a tale integrazione. Quest'ultima propone un'altra visione della situazione. La “performance”, in generale, è un’ interpretazione di tipo molto particolare. Vale a dire che avviene nel momento in cui i protagonisti sono consapevoli dell’ importanza storica del loro tempo e adottano un atteggiamento attivo nei confronti del loro ruolo in esso. L'ostacolo principale che si suppone di incontrare è l'incertezza per quanto riguarda il problema se la costruzione di metafore sia priva di implicazioni argomentative. L’idea di metafora decostruzionista permetterà di organizzare la riflessione sviluppata nella dissertazione, che diventerà sia un dispositivo sia un oggetto di analisi. Pertanto, si scenderà in categorie molto varie; il che può comportare l'applicazione di ulteriori dati teorici. Inoltre, al fine di sintetizzare le potenzialità della metafora di (dis)organizzare i discorsi storici in vari sensi e dimensioni, potrebbe essere usata anche una sorta di rappresentazione metaforica per esplicitarne il meccanismo. Poiché l'obiettivo della tesi è quello di esaminare e di sintetizzare le operazioni metaforiche delle narrazioni storiche, l'accento non verrà posto su un “tipo unitario”. Piuttosto, essa prenderà in considerazione diversi aspetti della stessa idea. 3

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Parole chiave

britannico
decostruzionismo
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