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Masserano e Francesco Filiberto Ferrero-Fieschi: apogeo e decadenza di un principe in età barocca

Questo lavoro approfondisce tramite l'analisi di Masserano e Francesco Filiberto Ferrero-Fieschi, l'apogeo e la decadenza di un principe in età barocca.

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3 INTRODUZIONE La storia di Masserano - “Messerano” sino al XIX sec. - e di Crevacore, oggi due piccoli comuni in provincia di Biella, non è molto conosciuta, anzi, sarebbe forse più esatto dire che è totalmente negletta. Una scarsa notorietà e una mancanza d’attenzione che, per quanto comprensibili, date le loro ridotte dimensioni, contrastano però sensibilmente con la grande importanza strategica che i due paesi avevano rivestito in antico regime e con la loro singolare vicenda di terre geograficamente piemontesi, ma politicamente “romane”. Appartenuti in origine alla mensa vescovile di Vercelli, Masserano e Crevacore erano infatti passati, in seguito allo scisma d’occidente, sotto il diretto dominio della S. Sede la quale, investendone prima la famiglia Fieschi e successivamente quella Ferrero, li aveva eretti successivamente in signoria, contado, marchesato e, infine, sullo scorcio del XVI sec., in principato. Solo l’epoca giurisdizionalista doveva infine porre termine tanto alla loro eccentrica condizione di territori “extrasabaudi”, quanto alla loro appartenenza pontificia. Intorno alla metà del Settecento, i Savoia, protagonisti di una rigorosa politica ecclesiastica, riuscirono infatti ad ottenere che le due comunità biellesi decadessero dallo status di feudi pontifici e ritornassero a far parte del demanio dell’episcopato vercellese, passando quindi sotto la loro amministrazione.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Laura Capuano Contatta »

Composta da 299 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1967 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.