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Dinamiche relazionali del gruppo creativo: il caso "Spaghetti Spin Doctors"

La tesi analizza le dinamiche relazionali del piccolo gruppo creativo. Attraverso l'analisi della comunicazione all'interno di questo gruppo, la tesi dimostra come le figure dei leader e quelle dei capi dello stesso gruppo a volte coincidono, altre volte no.

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2 INTRODUZIONE Scopo del nostro lavoro sarà quello di analizzare le dinamiche relazionali di un gruppo creativo, scovare, all’interno del suddetto gruppo, eventuali figure di leadership o di “capi”, e come tali figure abbiano poi effettivamente inciso nello svolgimento di tutto il lavoro del gruppo. Abbiamo scelto come strumento di analisi l’osservazione partecipante all’insaputa dei soggetti stessi. Di conseguenza c’interrogheremo sulle difficoltà incontrate durante la nostra ricerca, nonché sul nostro metodo di analisi, sulle sue varie forme e applicazioni. Ci è capitato di notare degli studi sui gruppi. Quasi tutti avevano come base di riferimento il sistema di Robert Bales, e dell’Interaction Process Analysis (appositamente modificato), che sono ottimi strumenti di analisi, ma troppo volti a vedere i risultati di un gruppo, piuttosto che a capirne le dinamiche interne. Gli studi che oggi hanno come scopo quello di capire i gruppi, infatti, sono troppo “aridi” e concentrati quasi in modo maniacale solo verso la dimensione aziendale e manageriale. Oggi si preferisce studiare, cioè, come far produrre un gruppo, ignorando i rapporti che ci sono all’interno dello stesso, ossia quei rapporti che appunto dovrebbero portare il gruppo a produrre. In altre parole, riteniamo che venga ignorato l’individuo stesso, la sua spontaneità e a volte la sua creatività. Noi, al contrario, siamo convinti che i rapporti umani, le dinamiche relazionali appunto, siano di fondamentale importanza se si vuole perforare il guscio del gruppo e scavare al suo interno. Non scorderemo neanche per un istante che i gruppi sono formati, in primis, da individui, ma anche che questi individui possano non essere loro stessi, possano cioè interpretare una parte, e perciò saranno obbligati i riferimenti a Goffman, secondo il quale, nel momento in cui “un individuo interpreta una parte implicitamente richiede agli astanti di prendere sul serio quanto vedranno accadere sotto i propri occhi” (Goffman, 2006, p. 29). Perciò tale mio lavoro avrà l’obiettivo di afferrare i reticoli comunicativi all’interno del piccolo gruppo da noi preso in esame, prima ancora di capire il lavoro che ha svolto, come lo ha svolto, e a quali risultati ha portato. Inoltre, come accennato, particolare attenzione sarà volta alla figura del leader, che noi sosteniamo non essere necessariamente quella del “capo”. Oggi si parla di leader quando si fa riferimento a gruppi primari, informali per intenderci, mentre si parla di headman quando si fa riferimento a gruppi secondari, quelli lavorativi. Cercheremo di dimostrare come all’interno di un gruppo lavorativo lo headman sia effettivamente presente, ma che la sua figura non tolga spazio a diverse figure di leadership, avanzando anche l’ipotesi che in effetti mentre esiste un solo headman all’interno del gruppo, possono invece esistere diverse figure di leadership (a seconda delle preferenze dei soggetti), che a volte coincidono con lo headman, altre volte no. Ma cosa intendiamo esattamente per dinamiche relazionali di un gruppo creativo?

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Matteo Roberti Contatta »

Composta da 193 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1067 click dal 05/11/2009.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.