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La catalogazione dei beni culturali sul percorso della Via Francigena: asset primari e aspetti sconosciuti del patrimonio storico-artistico europeo

Seguendo l'antico percorso per le regioni europee dell'Abate Sigerico nell'anno 990 d.c. si analizzano e si catalogano i beni cuturali presenti nelle diverse tappe-submasiones.
E' un lavoro che tende a incentivare il turismo religioso sulla Via Francigena, con lla creazione di una serie d'itinirari turistici a livello locale e interregionale.

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4 INTRODUZIONE Questo project Work, nasce dall’esigenza, per i responsabili dell’ Associazione Europea delle Vie Francigene, di censire e definire i caratteri del Patrimonio Culturale sul percorso europeo. Il percorso europeo, toccato dall’Abate Sigerico nell’Anno 990, ha come tappa iniziale Canterbury, nella regione del Kent e prosegue con Dover, il porto d’imbarco per la regione del Nord Pas de Calais, in Francia. Si prosegue nella regione della Piccardia, nella regione dello Champagne –Ardenne e nella Franca Contea, per poi raggiungere il territorio svizzero nel cantone di Vaud e nel Cantone Vallese, attraversando il Passo del Gran San Bernardo e arrivando in Italia. Questa rilevazione dei beni culturali europei è circoscritta al Kent, alla Francia e ai Cantoni di Vaud e Vallese e non è intesa solo come una catalogazione fine a se stessa, ma come una proposta di una serie di itinerari culturali- religiosi locali, regionali e sub-regionali sotto il più importante itinerario culturale della Via Francigena. Il patrimonio è inestimabile: la tradizione religiosa si confronta con il Protestantesimo, musei di Belle Arti sono accostati a musei di nicchia o particolari, la sofferenza dell’uomo è declinata nella versione del duro lavoro in miniera o nel rimpianto per le vite morte durante le due guerre mondiali. Nel contempo, sono presenti ben tre siti del World’s Heritage dell’Unesco (Canterbury, Reims e Chalons en Champagne ) e uno che ha fatto domanda ( “ The Work of Vauban “ per le Cittadelle di Arras e di Besancon ) che fanno da richiamo per il turismo culturale in questi ambiti territoriali, svantaggiati dalla vicinanza spaziale alle due capitali, Londra e Parigi. La catalogazione e il censimento del Patrimonio storico-artistico-culturale europeo non è inteso ( secondo la mia prospettiva e metodo di analisi) come una descrizione, sintetica o particolareggiata a seconda dei casi, ma come un’ulteriore conoscenza del tessuto regionale europeo a valenza turistica, fortemente inserita e interconnessa al turismo religioso che a sua volta è strettamente congiunto al pellegrinaggio ( essendo inserito sul percorso della Via Francigena ) e al turismo culturale. Questi tre modelli di turismo: pellegrinaggio, turismo religioso e culturale non tendono a sminuirsi l’uno con l’altro ma a entrare in forte connessione fra di loro, per attuare politiche di marketing turistico finalizzato alla conoscenza delle nostre comuni radici religiose re culturali. I siti di gran prestigio della cultura europea sono allo stesso tempo la culla della religione cristiana in aree periferiche dell’antico Impero Romano in disfacimento o delle neonate civiltà barbariche assunte a livelli embrionali o forme regie di governo. La religione cristiana ha significato l’accettazione e l’instaurarsi di processi accentrativi di governo per gli imperatori romani da Costantino in poi (313 d.c. ) e dopo lo sfaldamento della compagine imperiale, di re barbari locali dislocati nelle diverse aree europee che hanno saputo affermarsi sui rivali e instaurare processi

Tesi di Master

Autore: Caterina Rota Contatta »

Composta da 198 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1263 click dal 05/11/2009.

 

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