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Sindrome da lento flusso coronarico

Sindrome da lento flusso coronarico

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4 PECULIARITA’ DEL CIRCOLO CORONARICO Regolazione del flusso coronarico Durante la diastole, quando la valvola aortica è chiusa, la Pressione diastolica aortica è trasmessa senza ostacoli agli osti coronarici attraverso i seni di Valsala dilatati. L’arco aortico ed i seni agiscono allora come piccoli serbatoi, facilitando il mantenimento di un flusso coronarico relativamente uniforme durante la diastole. Le arterie coronarie principali ed i loro rami maggiori decorrono attraverso la superficie epicardica e servono come vasi di conduttanza offrendo normalmente poca resistenza. I vasi epicardici di conduttanza si possono restringere in risposta a stimoli alfa-adrenergici (adrenalina, noradrenalina) e dilatare per effetto della nitroglicerina, la quale peraltro non ha alcun effetto sul comparto microvascolare. Questi vasi danno origine a piccole arterie penetranti approssimativamente ad angolo retto. In questi vasi transmurali e nelle arteriole coronariche si verifica una marcata caduta di Pressione, da qui la loro definizione di vasi di resistenza. A livello miocardico esistono circa 3500 capillari/mmq, di cui soltanto 1/3 è attiva in condizioni di riposo. Il diametro medio è di circa 4 micron; i rimanenti 2/3 non sono attivi, ma lo diventano in condizioni di necessità. Il letto capillare miocardico ha delle peculiarità: i capillari decorrono parallelamente e sono collegati tra loro da brevi anastomosi, così da ridurre le distanze che separano i capillari tra loro, riducendo il più possibile la distanza di diffusione tra i mitocondri. Laddove il cuore si ipertrofizza, le miocellule si ingrandiscono, le suddette distanze aumentano, determinando un calo di PO2. Tutto questo è grave per un tessuto ad elevato consumo energetico, quale il cuore. Il suo consumo energetico è di circa 6-8 ml/100 gr/min, un consumo elevato se paragonato a quello del muscolo scheletrico che è di circa 0,15 ml/100 gr/min. Per l’irrorazione degli strati sub endocardici dove la Pressione è più alta , è necessaria una dilatazione dei capillari che consenta l’instaurarsi di un gradiente. Relativamente alla enorme quantità di capillari presenti nel tessuto miocardio ed al fatto che solo 1/3 di essi è attivo, è comprensibile che i restanti 2/3 siano inattivi per un restringimento degli sfinteri precapillari; questo accade per un motivo di economia energetica. Tale condizione è detta riserva di reclutamento.

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Valeria Leonardo Contatta »

Composta da 27 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.