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I siti toscani dell'Unesco

Con il presente lavoro si è voluto mostrare il funzionamento dell’Unesco, il suo ruolo nell’ambito del turismo internazionale, nazionale, ed in particolar modo per ciò che concerne i siti toscani (Firenze, Siena, Piazza dei miracoli a Pisa, San Gimignano, Pienza, ed infine la Val d’Orcia).
Nel primo capitolo si illustrano brevemente la storia, la definizione del patrimonio dell’Unesco, ed i suoi dati quantitativi.
Successivamente si analizza la convenzione del 1972, incentrata sulla salvaguardia, tutela e protezione dei beni culturali e naturalistici del mondo. Gli stati membri che hanno ratificato la convenzione uniscono le loro forze, attraverso degli organi comuni che vanno a formare l’organizzazione interna, per sostenere, preservare, e promuovere . In essa inoltre sono presenti le definizioni di sito culturale, naturale, e misto.
In seguito si focalizza la fase della candidatura delle diverse località che vogliono diventare patrimonio dell’Unesco. Si elencano i criteri che un luogo deve possedere per entrare in tal elenco. La proposta di candidatura segue un iter preciso in cui la documentazione inviata dalla località deve essere analizzata secondo vari criteri. Oltretutto la parte interessata deve proporre anche un piano di tutela e di gestione del sito. Dopodiché si elencano gli organismi di riferimento sia nazionali sia internazionali esplicando brevemente le loro funzioni.
Nel capitolo successivo si analizzano i siti toscani che sono patrimonio dell’Unesco. Per ognuno di essi, in seguito ad una breve presentazione, si individuano i criteri e le motivazioni per il quale è stato scelto. Si descrive inoltre il bene o insieme di beni culturali o naturali presi in considerazione come i centri storici, la Piazza dei miracoli ed il sito misto della Val d’Orcia.
Nel terzo capitolo si osserva il trend turistico delle località minori toscane patrimonio dell’Unesco, in altre parole: Pienza, San Gimignano, e la Val d’Orcia. Sono state scelte queste località “minori” poiché è maggiormente visibile l’incidenza dell’entrata nel suddetto elenco rispetto a località di maggiori dimensioni e maggior afflusso turistico come Firenze, Siena e Pisa, dove entrano in gioco numerose altre variabili.
Per ottenere queste informazioni sono state effettuate delle interviste sul campo a dei funzionari specializzati del settore, che hanno fornito dati reali e concreti oltre alle impressioni della gente del luogo.
Infine si citano le nuove proposte sempre inerenti alla toscana, come il centro storico di Lucca, il centro storico ed il paesaggio di Volterra, il bacino del marmo di Carrara, il santuario dei cetacei “pelagos”, e brevemente introdotto il sito delle ville Medicee.
Per concludere si esaminano i reali vantaggi e svantaggi, (legati in particolare alla sostenibilità), che l’inclusione nell’elenco del patrimonio dell’Unesco comporta.

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4 -INTRODUZIONE Con il presente lavoro si è voluto mostrare il funzionamento dell’Unesco, il suo ruolo nell’ambito del turismo internazionale, nazionale, ed in particolar modo per ciò che concerne i siti toscani (Firenze, Siena, Piazza dei miracoli a Pisa, San Gimignano, Pienza, ed infine la Val d’Orcia). Nel primo capitolo si illustrano brevemente la storia, la definizione del patrimonio dell’Unesco, ed i suoi dati quantitativi. Successivamente si analizza la convenzione del 1972, incentrata sulla salvaguardia, tutela e protezione dei beni culturali e naturalistici del mondo. Gli stati membri che hanno ratificato la convenzione uniscono le loro forze, attraverso degli organi comuni che vanno a formare l’organizzazione interna, per sostenere, preservare, e promuovere queste località considerate patrimonio mondiale. In essa inoltre sono presenti le definizioni di sito culturale, naturale, e misto. In seguito si focalizza la fase della candidatura delle diverse località che vogliono diventare patrimonio dell’Unesco. Si elencano i criteri che un luogo deve possedere per entrare in tal elenco. La proposta di candidatura segue un iter preciso in cui la documentazione inviata dalla località deve essere analizzata secondo vari criteri. Oltretutto la parte interessata deve proporre anche un piano di tutela e di gestione del sito. Dopodiché si elencano gli organismi di riferimento sia nazionali sia internazionali esplicando brevemente le loro funzioni.

Diploma di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Gabriele Speranzi Contatta »

Composta da 77 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2170 click dal 09/11/2009.

 

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