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Strutture di mercato non concorrenziali e integrazione nell'economia mondiale: il caso del Libano

Informazioni tesi

  Autore: Miriam Menegatti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Scienze Internazionali e Diplomatiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Jacopo Zotti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 57

Una caratteristica importante dell’economia del Libano è il limitato livello di concorrenza, che rende più difficile la ripresa da ciascun conflitto. In Libano sono presenti in prevalenza poche imprese di piccole o medie dimensioni per ciascun settore. Questo favorisce la presenza di prezzi elevati e l’adozione di comportamenti non concorrenziali da parte delle imprese, che possono colludere o intraprendere accordi volti a limitare l’ingresso nel mercato di nuove imprese. Nonostante i servizi pubblici siano erogati dallo Stato, il governo ha intrapreso già nel 2002 un programma di privatizzazione dei più importanti sevizi pubblici con lo scopo di ridurre il livello di debito pubblico ed incoraggiare il settore privato. Oggi questo programma non è ancora stato intrapreso a causa degli interessi in gioco, e ne consegue un livello bassissimo dei servizi erogati. Per lo sviluppo economico, potrebbe essere positiva una serie di riforme che portino ad un maggiore livello di concorrenza nel mercato, e ad un ambiente istituzionale più efficiente, in vista della riduzione dei costi e di un maggior livello di efficienza.

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INTRODUZIONE Lo scorso 7 giugno si sono svolte in Libano le elezioni parlamentari, in cui la popolazione è stata chiamata a scegliere tra la coalizione filo-occidentale del 14 Marzo e l’alleanza, guidata dal movimento sciita filo-iraniano e siriano Hezbollah dell’8 Marzo. Si tratta delle seconde elezioni parlamentari dall’assassinio di Rafiq Hariri, ex-Presidente della Repubblica, nel febbraio 2005, nonché le prime elezioni dopo l’invasione israeliana del 2006. Dal punto di vista economico, il caso del Libano è interessante per gli effetti che il percorso storico ha avuto sull’andamento dell’economia. Il Libano ha subito un susseguirsi di periodi di relativa calma e di conflitti, che non hanno permesso al paese di realizzarsi e di conoscere uno sviluppo economico adeguato. Gli avvenimenti dall’indipendenza ad i giorni nostri, ossia la guerra civile che si protese dal 1975 al 1990, le guerre del Libano del 1978, 1982 e l’ultima del 2006 hanno causato seri danni alle infrastrutture e agli edifici civili. Tutto questo ha portato il paese ad una situazione economica caratterizzata dalla costante necessità di aiuti internazionali per finanziare la ricostruzione e la ripresa economica, un deficit pubblico altissimo, una crescita del PIL non costante e dipendente dalla mancanza di stabilità politica interna. Una caratteristica importante dell’economia del Libano è il limitato livello di concorrenza, che rende più difficile la ripresa da ciascun conflitto. In Libano sono presenti in prevalenza poche imprese di piccole o medie dimensioni per ciascun settore. Questo favorisce la presenza di prezzi elevati e l’adozione di comportamenti non concorrenziali da parte delle imprese, che possono colludere o intraprendere accordi volti a limitare l’ingresso nel mercato di nuove imprese. Nonostante i servizi pubblici siano erogati dallo Stato, il governo ha intrapreso già nel 2002 un programma di privatizzazione dei più importanti sevizi pubblici con lo scopo di ridurre il livello di debito pubblico ed incoraggiare il settore privato. Oggi questo programma non è ancora stato intrapreso a causa degli interessi in gioco, e ne consegue un livello bassissimo dei servizi erogati. Per lo sviluppo economico, potrebbe essere positiva una serie di riforme che portino ad un maggiore livello di concorrenza nel mercato, e ad un ambiente istituzionale più efficiente, in vista della riduzione dei costi e di un maggior livello di efficienza. L’economia libanese può essere considerata un esempio di struttura di mercato non concorrenziale, ossia una situazione economica in cui è presente uno o, comunque, pochi venditori e compratori, oppure quando il numero di soggetti operante è elevato ma essi non si comportano in modo concorrenziale. Trattando del caso libanese, risulta importante sottolineare che questa struttura sacrifica l’efficienza delle imprese e il benessere del consumatore a vantaggio del benessere del produttore. Questa situazione pregiudica un maggior sviluppo economico, in particolare in un paese come il Libano, dove l’andamento economico soffre dei continui sconvolgimenti che perturbano il paese. Questo lavoro si occupa della situazione attuale libanese relativa alle strutture di mercato non concorrenziali, alla luce degli effetti che gli avvenimenti storici hanno causato sull’andamento economico. Utilizzando alcune teorie microeconomiche è possibile mostrare che in Libano si potrebbe arrivare ad un livello maggiore di concorrenza e di efficienza, per aiutare in questo modo lo sviluppo economico. Nel primo capitolo ripercorro la storia economica del Libano dall’indipendenza fino ad oggi, guardando alle variabili macroeconomiche principali (prodotto interno lordo, esportazioni e inflazione), in relazione agli avvenimenti storici. Questo permette di mostrare come il percorso storico abbia influenzato pesantemente lo sviluppo economico libanese e di analizzare le scelte di governo in materia economica durante il susseguirsi dei diversi accadimenti. Nel secondo capitolo introduco alcuni strumenti microeconomici necessari ad analizzare le strutture di mercato e, in questo caso, i mercati del Libano. Presento il paradigma “Struttura – Condotta – Performance” (Mason e Bain), per definire il comportamento delle imprese e la loro performance a seconda della struttura in cui operano e gli indici di concentrazione per illustrare la relazione che

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