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L'efficienza comparata delle Facoltà dell'Università della Calabria

Informazioni tesi

  Autore: Francesca Frassia
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università della Calabria
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Gaetano Luberto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 227

L'obiettivo di questa tesi è quello di identificare una particolare tecnica di natura non parametrica per poter misurare il grado di efficienza e di efficacia di ogni istituto universitario. La scelta è stata orientata verso la Data Envelopment Analysis, la quale permette di calcolare il grado di efficienza di singole unità decisionali racchiuse all'interno di ogni ateneo. Per poter far ciò è stato necessario individuare alcuni indicatori di performance utilizzabili in sede di calcolo. E' stato inoltre necessario nelle prime parti dell'elaborato, constatare la differenza che oggi sussiste tra il concetto di efficacia e di efficienza e come quest'ultima sia molto più difficile da calcolare, data la necessita di misurare quantitativamente i molteplici input e output.

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6 INTRODUZIONE Le prime proposte organiche di valutazione delle università italiane sono avanzate dalla CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), nel corso dell’Assemblea Generale dei rettori del 12 settembre 1991. In quella sede viene licenziato un documento in cui si sottolinea l’importanza di avviare la “valutazione dell’attività e dell’efficienza dei singoli atenei” e di istituire “al loro interno, nuclei di valutazione che offrano assistenza, sia al Rettore che agli organi elettivi che concorrono alla gestione delle università” (Allulli, 1995). Viene quindi nominata una commissione che lavora su due binari: sviluppare una riflessione che porti a identificare il modello organizzativo a cui i nuclei debbono riferirsi e definire indicatori di efficienza e di efficacia per tutte le università. Fino a pochi anni fa l‟università non aveva mai ragionato su sé stessa, né altri soggetti pubblici e privati avevano affrontato con sistematicità il tema del ruolo delle risorse impiegate e, dei risultati ottenuti dal sistema italiano universitario. La valutazione delle università in Italia ha origini recenti ed è stata “forzata”, come frequentemente accade nei processi di riforma che investono la pubblica amministrazione, da alcuni interventi legislativi che ne hanno scandito l‟evoluzione: la legge n. 537 della fine del 1993, che istituisce il Sistema di Valutazione, e la legge n. 370 del 1999, che lo riforma. Anche prima della 537 si discute di valutazione, fuori e dentro l‟università. Dall‟inizio degli anni ‟90 si susseguono provvedimenti, prima settoriali e successivamente di carattere più generale, che stimolano il sorgere di sistemi di controllo interno nella pubblica amministrazione e che prefigurano un modello che condiziona, certamente sul piano normativo, quello delineato per gli atenei. Parallelamente, all‟interno del settore universitario, per opera della CRUI, si effettuano le prime sperimentazioni di valutazione e di messa a punto di batterie d‟indicatori. L‟effettivo avvio della valutazione nelle università non può però essere datato prima del 1996, anno di istituzione dell‟Osservatorio; è, infatti, solamente con la nascita di questo organismo che la valutazione delle università viene portato a “sistema”. Le finalità dell‟Osservatorio riprendono quanto stabilito dalla

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Parole chiave

approccio input-oriented
approccio output-oriented
data envelopment analysis
deafrontier
dipartimenti
economie di scala e di scopo
effetto scuola
efficacia
efficienza
envelopment model
indicatori di efficacia
indicatori di efficienza
indicatori di performance
input
nuclei di valutazione
osservatorio
output
riforma del 3+2
ritorni di scala costanti
ritorni di scala variabili
tecnica di natura non parametrica
tecnica di natura parametrica
unità decisionali
valore aggiunto

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