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Il sogno e il perturbante in "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

L'analisi parte dall'autobiografia di Marquez che ci regala una rosa dei venti per poterci muovere all’interno dei suoi romanzi, per poterli decifrare e comprenderli nel profondo. Principalmente si cercherà di capire come lo scrittore abbia usato la sua arte come riparazione, capire cioè come Marquez all'interno dell'opera "Cent'anni di solitudine", abbia voluto riscrivere tutto quello che è appartenuto alla sua infanzia. Grazie agli studi di Freud e soprattutto grazie alla conoscenza dei suoi metodi si cercano di svelare tutti i dati censurati all'interno dei romanzi dello scrittore. Specificato che l’opera d’arte realizza un piacere preliminare che ci catapulta all’interno di un mondo simbolico e onirico, si cerca di dimostrare come il romanzo "Cent'anni di solitudine" racchiuda diversi aspetti di quello che Freud definisce perturbante. Analizzando quindi il perturbante e i sogni si può vedere in che modo il romanzo arriverà ad essere un libro aperto sull’inconscio.

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3 Introduzione “La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla”… Così Gabriel Garcia Marquez apre il suo ultimo libro, la sua autobiografia “Vivere per raccontarla”. Vivere per raccontare qualcosa, ma cosa? La sua stessa vita. Fu questo lo scopo del grande scrittore, dare forma a qualcosa che era solo un ricordo, dargli sostanza e potere di vita eterna. Marquez nei suoi libri appare e scompare, c’è ma si nasconde, si è modellato scrivendo, scrive modellandosi e alla fine finisce per riflettersi all’interno delle sue opere. Lo scrittore a volte vive dentro e altre fuori; vivono lì con lui le sue paure, le sue angosce, i suoi traumi di una vita vissuta. Marquez è lì quando racconta quello che ha visto, quello che ha vissuto e quello che si ricorda. Si cerca nel passato, si ritrae e si ridipinge in esso. Torna ad essere il bambino che parla con il nonno Nicolas, quel nonno che sarà involontariamente la fonte della sua scoperta di essere scrittore, il bambino che cresce lontano dai genitori con la sorellina, in una enorme casa, dove prendono vita tutti i suoi sogni ed i suoi incubi, dove trascorrerà tutta la storia di “Cent’anni di solitudine”. Il nonno, ricordo inestimabile per lui, ora è lì fermo nelle pagine dei suoi libri, tradotto in tutte le lingue del mondo, e continua a vivere nelle letture di tanti uomini.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giada Stefani Contatta »

Composta da 59 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.