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I modelli di e-learning

La questione di fondo intorno a cui ruota il presente lavoro non riguarda l’opportunità o meno di utilizzare le possibilità educative della rete, quanto piuttosto comprendere il valore aggiunto che quest’ultima può offrire ad un effettivo ampliamento dell’offerta formativa. In questa direzione si inserisce l’importanza, la specificità e la significatività della dimensione didattica quale fulcro da collocare al centro delle più ampie problematiche della progettazione e-learning. Un forte rischio che corre l’e-learning è quello di essere identificato con la dimensione strettamente erogativa che si distingue dalle prime generazioni di FaD solo per l’utilizzo della rete.
Quando si parla di e-learning si immagina, infatti, che questo implichi un’unica metodologia; non è così. Esistono alcune soluzioni metodologiche che possono essere considerate ‘paradigmatiche’, anche se poi la soluzione operativa sarà spesso un ibrido tra esse. Una dettagliata panoramica tra le principali tipologie di e-learning attuabili viene fornita da Mason che in un primo lavoro individua tre tipi di e-learning: content and support che si basa sull’erogazione dei contenuti e su un intervento dell’e-tutor limitato a qualche scambio tramite e-mail; wrap around in cui i contenuti proposti assumono forme più ricche (tutoriali, cd-rom, ecc.) e l’e-tutor interviene più attivamente sul percorso di studi in qualità di facilitatore dell’apprendimento; integrated model che si caratterizza per la forte preponderanza delle attività collaborative che forniscono significatività al percorso medesimo. In una successiva riflessione la classificazione sopra citata viene lievemente modificata dallo stesso autore e alle due nuove categorie, quelle del web-based training e del supported online learning che raggruppano le tre precedenti, si aggiunge un’ulteriore tipologia definita informal e-learning, che rimanda a forme di apprendimento non costruite all’interno di un percorso istituzionale, organizzato tramite una progettazione iniziale, ma nate spontaneamente e casualmente sul Web tra persone accomunate da interessi e professionalità simili. Questo lavoro di tesi propone una dettagliata analisi dei tre modelli elaborati da questo autore ponendo un’attenzione particolare all’impianto metodologico, al ruolo dell’e-tutor e all’interazione e-tutor-docente-studente, facendo cenno anche alle problematiche di progettazione e gestione e ai punti di forza e di criticità.

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INTRODUZIONE La Formazione a Distanza (FaD) nasce sul finire del XIX secolo e, nella sua prima versione, adotta una metodologia basata sulla diffusione di materiale didattico cartaceo attraverso il servizio postale; a partire dagli anni ’60 si affermano i cosiddetti sistemi multimediali o di seconda generazione, caratterizzati da un uso integrato di materiali a stampa, trasmissioni televisive e registrazioni sonore. Tra la prima e la seconda generazione rimane costante l’idea che la formazione si esaurisca nella produzione di materiali didattici da distribuire ai soggetti in formazione e, in generale, chi si occupa di Formazione a Distanza sembra essere più preoccupato a sperimentare innovative modalità di erogazione che consentano di coprire le distanze geografiche piuttosto che studiare un sistema che sostenga le interazioni e riduca le “distanze” socio-cognitive. Il

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze dell'Educazione

Autore: Ida Pecoraro Contatta »

Composta da 197 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.