Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La patologia dell'atto amministrativo nell'evoluzione legislativa e giurisprudenziale

L'elaborato affronta la delicata tematica della patologia dell'atto amministrativo, analizzando quali sono state, nel corso degli anni, tutte le modifiche legislative e le interpretazioni giurisprudenziali e dottrinali che ne hanno profondamente modificato la nozione originaria. Particolare importanza viene data alle leggi 241\90 e 15\2005

Mostra/Nascondi contenuto.
2 CAPITOLO I LA PATOLOGIA DELL’ATTO AMMINISTRATIVO SOMMARIO: 1. – Premessa. 2. – Dal regolamento di procedura del 1907 alle evoluzioni giurisprudenziali. 3. – L’invalidità. 4. – Nullità e inesistenza. 5. – Irregolarità. 1. La patologia dell’atto amministrativo ha da sempre costituito una delle tematiche di maggiore interesse del diritto amministrativo, anche se fino, all’entrata in vigore della riforma della legge 7 agosto 1990, n. 241 operata dalla legge 11 febbraio 2005, n. 15, è mancata una codificazione della varie tipologie di invalidità del provvedimento. Prima di addentrarci nel tema, è tuttavia opportuno accennare brevemente a cosa si intenda per atto amministrativo e quali siano gli elementi che lo compongono. Tradizionalmente l’atto amministrativo può essere definito quale manifestazione di volontà, desiderio, giudizio o conoscenza proveniente da una pubblica amministrazione nell’esercizio di una potestà amministrativa. Gli elementi essenziali dell’atto amministrativo, necessari per la sua esistenza, sono i c.d. “elementi costitutivi”, i quali, anziché essere indicati esplicitamente nelle leggi vigenti, sono individuati dalla giurisprudenza e dalla dottrina: a) capacità del soggetto; b) dichiarazione; c) contenuto; d) causa; e) forma; f) motivazione. a) Il soggetto che emana l’atto deve avere la capacità, la competenza ad emanarlo; in mancanza di detti requisiti, non si può parlare di atto amministrativo. Eccezionalmente l’atto può essere emanato da un privato investito di pubblica funzione 1 . Occorre, però, 1 Ad esempio, ingiunzione emessa dall’esattore

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Pasquale Supino Contatta »

Composta da 67 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6739 click dal 17/11/2009.

 

Consultata integralmente 12 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.