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La liberalizzazione del mercato tessile internazionale: una nuova sfida per il distretto di Biella

Informazioni tesi

  Autore: Elisa Giovannini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Economia
  Corso: Commercio estero
  Relatore: Angelo Besana
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 90

Il 31 dicembre 2005 sono state ufficialmente e definitivamente eliminate le barriere al libero scambio sorte in ambito GATT (General Agreement on Tariffs and Trade) soprattutto con l’Accordo Multifibre e l’Accordo sul Tessile e sull’Abbigliamento. La crisi del settore Tessile/Abbigliamento nei Paesi protetti dai suddetti accordi è dovuta alla conseguente rilocalizzazione della produzione mondiale in base ai vantaggi comparati, senza più le distorsioni create dal sistema di quote alle importazioni.
In Italia la crisi del settore, che è formato per la maggior parte da imprese localizzate all’interno di distretti industriali, è stata molto forte ed è stata aggravata dalla tendenza alla contraffazione dei capi e degli accessori Made inItaly soprattutto da parte dei concorrenti cinesi.
Nell’elaborato viene presentata la situazione del distretto di Biella, che è il distretto piemontese che meglio e più prontamente ha risposto alla minaccia rappresentata dalla fine dell’Accordo Multifibre e dell’Accordo sul Tessile e l’Abbigliamento.
Viene analizzata innanzitutto la situazione del settore tessile/abbigliamento a diversi livelli (mondiale, europeo, americano, italiano), scendendo nel dettaglio fino alla presentazione di alcuni dati sul settore laniero (che è quello in cui il distretto in analisi è specializzato).
In seguito si fa un excursus sulla definizione di distretto industriale, sulle metodologie di identificazione dei distretti e sulle leggi regionali che perseguono tale obiettivo, con particolare riferimento alla legge piemontese.
Infine, a partire dai dati di bilancio di un campione di imprese, si cercano di analizzare i primi dati disponibili a seguito dell'eliminazione dell'accordo multifibre.

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4 INTRODUZIONE Il 31 dicembre 2005 sono state ufficialmente e definitivamente eliminate le barriere al libero scambio sorte in ambito GATT (General Agreement on Tariffs and Trade) soprattutto con l’Accordo Multifibre e l’Accordo sul Tessile e sull’Abbigliamento. La crisi del settore Tessile/Abbigliamento nei Paesi protetti dai suddetti accordi è dovuta alla conseguente rilocalizzazione della produzione mondiale in base ai vantaggi comparati, senza più le distorsioni create dal sistema di quote alle importazioni. In Italia la crisi del settore, che è formato per la maggior parte da imprese localizzate all’interno di distretti industriali, è stata molto forte ed è stata aggravata dalla tendenza alla contraffazione dei capi e degli accessori Made in Italy soprattutto da parte dei concorrenti cinesi. Le reazioni a tale situazione sono state molteplici: da più parti è stata proposta una reintroduzione dei dazi (politica non più attuabile a livello nazionale, ma solo a livello UE) ed un inasprimento dei controlli alle dogane (i quali però sono soprattutto di tipo documentale, quindi non possono rappresentare uno schermo insuperabile alle importazioni di prodotti contraffatti). Altre reazioni sono state più costruttive, ed hanno comportato il porre in essere di strategie per conservare ed aumentare i propri vantaggi competitivi e per diminuire il gap tra i vantaggi dei concorrenti ed i propri: queste ultime soluzioni rappresentano la risposta più appropriata all’attuale situazione del mercato. Ciò in quanto in un’economia globalizzata le misure protezionistiche risultano essere anacronistiche e fornire solo risultati di breve termine; mentre agire per costruire un vantaggio competitivo effettivo e duraturo (a partire dalla formazione, dalla diffusione della conoscenza e dagli investimenti in innovazione, per giungere all’internazionalizzazione) porta a risultati migliori, e dimostra inoltre la forza dei distretti nell’adattare la propria organizzazione sociale e territoriale in relazione alle continue mutazioni del mercato e della tecnologia. Nel corso dell’elaborato viene presentata la situazione del distretto di Biella, che è il distretto piemontese che meglio e più prontamente ha risposto alla minaccia rappresentata dalla fine dell’Accordo Multifibre e dell’Accordo sul Tessile e l’Abbigliamento. Viene analizzata innanzitutto la situazione del settore tessile/abbigliamento a diversi livelli (mondiale, europeo, americano, italiano), scendendo sempre più nel dettaglio fino alla presentazione di alcuni dati sul settore laniero (che è quello in cui il distretto in analisi è specializzato). In seguito si fa un excursus sulla definizione di distretto industriale, sulle metodologie di identificazione dei distretti e sulle leggi regionali che perseguono tale obiettivo, con particolare riferimento alla legge piemontese.

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Parole chiave

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cina
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distretto di biella
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settore laniero
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