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Identità e diritto

La tesi tratta il rapporto tra identità e diritto, analizzando dapprima il concetto di identità dallo sviluppo embrionale alla conoscenza e coscienza di sè e degli altri; il concetto di diritto inteso o come prodotto dell'uomo o come condizione sine qua non per la società e la sopravvivenza stessa dell'individuo, ed infine il rapporto tra identità e diritto con riferimento alla disciplina italiana ed estera riguardo diritto all'identità personale, diritto del nascituro, etc.., analizzando l'evoluzione della Corte Costituzionale nella tutela dell'identità, ed il legame fra il diritto e l'identità a livello sociologico e civile.

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Introduzione: Quale soggetto per il diritto? Interrogarsi su quale tutela debba garantire il diritto al soggetto, senza poter individuare, definitivamente e inequivocabilmente, chi, o che cosa possa essere considerato tale, renderebbe nullo un qualunque tentativo di analisi. Se la filosofia non può negare, né superare l’impossibilità per la ragione umana di conseguire una conoscenza esaustiva della verità, può almeno permettere di avvicinarsi, attraverso un cammino graduale e progressivo per approssimazioni successive, alla conoscenza, seppur prospettica di essa 1 . È opportuno dunque rinunciare all’idea di poter individuare la verità definitivamente e correttamente, ma è altrettanto opportuno non arrendersi davanti al relativismo, che impedirebbe un confronto costruttivo; elaborare le informazioni per cercare il senso della realtà, attraverso tentativi ed approssimazioni, sembra l’unica via possibile. Lo scopo della filosofia è da sempre la ricerca di una spiegazione razionale del reale, in cui la scelta del metodo deve essere solo la via, ma non l’obiettivo ultimo dell’analisi. Il concetto di persona, quello di identità, di soggetto, per quanto spesso utilizzati indifferentemente, non sono sovrapponibili. Il termine soggetto, infatti, non è sempre interscambiabile con quello di essere umano, né con quello di persona; si tratta di discutere, a livello teorico, l’applicabilità della categoria persona ad alcuni stadi della vita umana, quelli più problematici oltretutto (le fasi prenatale, neonatale e postnatale; la vita umana terminale, la vita umana gravemente malformata ed handicappata) e, al tempo stesso, di valutare l’attribuibilità dello statuto 1 L. PALAZZANI, Concetto di persona tra bioetica e diritto, Giappichelli, Torino, 1996, pag. 13. 2

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Giorgia Tortiello Contatta »

Composta da 65 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.