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La variabile fiscale nelle scelte di finanziamento delle imprese

Questo lavoro presenta un’analisi del ruolo delle imposte nelle scelte di finanziamento delle imprese, concentrandosi in particolare sulla riforma DIT-IRAP nel biennio1997-98. La riforma del 1997-98 si poneva l’obiettivo esplicito di incentivare la patrimonializzazione delle imprese. Il sistema di imposizione precedente prevedeva un rilevante vantaggio fiscale per il debito, a discapito del capitale proprio: gli interessi passivi erano esenti dall’imposizione a livello di impresa, mentre la remunerazione del capitale proprio era tassata con aliquote elevate. La riforma ha ridotto il prelievo sulla remunerazione del capitale proprio (con l’introduzione della DIT e la sostituzione dell’Ilor con l’IRAP) e, allo stesso tempo, ha introdotto una nuova forma di tassazione degli interessi passivi a livello di impresa attraverso l’IRAP.
La riforma DIT-IRAP fornisce un esperimento per studiare gli effetti delle norme fiscali sulle scelte di finanziamento delle imprese, un argomento sul quale la letteratura economica, teorica ed empirica, non è concorde.
Con particolare interesse verranno esaminate le tematiche di struttura finanziaria delle imprese. Infatti, la variabile fiscale è oggi guardata con molta più attenzione, grazie alla sua importanza, rispetto al passato ed in continuo mutamento a causa delle modifiche ricorrenti alle leggi tributarie.
Così la prima parte del lavoro introduce in maniera generale alla struttura finanziaria dell’impresa, cos’è, come è composta, qual’ è la migliore, il ruolo delle imposte, il tutto senza perdere di vista il principio cardine dell’attività d’impresa, vale a dire la massimizzazione del profitto ed una prospettiva di crescita futura.
La seconda parte entra più nel merito della variabile fiscale, evidenziandone l’importanza, le singole imposte, il mutamento dell’ambiente tributario e le scelte operate dalle imprese in luogo del loro obiettivo.

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4 PREFAZIONE Questo lavoro presenta un’analisi del ruolo delle imposte nelle scelte di finanziamento delle imprese, concentrandosi in particolare sulla riforma DIT-IRAP nel biennio1997-98. La riforma del 1997-98 si poneva l’obiettivo esplicito di incentivare la patrimonializzazione delle imprese. Il sistema di imposizione precedente prevedeva un rilevante vantaggio fiscale per il debito, a discapito del capitale proprio: gli interessi passivi erano esenti dall’imposizione a livello di impresa, mentre la remunerazione del capitale proprio era tassata con aliquote elevate. La riforma ha ridotto il prelievo sulla remunerazione del capitale proprio (con l’introduzione della DIT e la sostituzione dell’Ilor con l’IRAP) e, allo stesso tempo, ha introdotto una nuova forma di tassazione degli interessi passivi a livello di impresa attraverso l’IRAP. La riforma DIT-IRAP fornisce un esperimento per studiare gli effetti delle norme fiscali sulle scelte di finanziamento delle imprese, un argomento sul quale la letteratura economica, teorica ed empirica, non è concorde. Con particolare interesse verranno esaminate le tematiche di struttura finanziaria delle imprese. Infatti, la variabile fiscale è oggi guardata con molta più attenzione, grazie alla sua importanza, rispetto al passato ed in continuo mutamento a causa delle modifiche ricorrenti alle leggi tributarie. Così la prima parte del lavoro introduce in maniera generale alla struttura finanziaria dell’impresa, cos’è, come è composta, qual’ è la migliore, il ruolo delle imposte, il tutto senza perdere di vista il principio cardine dell’attività d’impresa, vale a dire la massimizzazione del profitto ed una prospettiva di crescita futura. La seconda parte entra più nel merito della variabile fiscale, evidenziandone l’importanza, le singole imposte, il mutamento dell’ambiente tributario e le scelte operate dalle imprese in luogo del loro obiettivo.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Giuseppe Capotosti Contatta »

Composta da 70 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1158 click dal 09/12/2009.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.