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Il concetto di rappresentazione nella psicologia sociale francese: Durkheim, Lévy-Bruhl, Piaget, Moscovici

Il concetto di rappresentazione a partire dalla teorizzazione collettiva di Durkheim sino alla sistematizzazione della teoria delle rappresentazioni sociali di Serge Moscovici, passando attraverso le mediazioni di Lévy-Bruhl e Piaget. Il lavoro analizza come la rappresentazione, esito di un processo conoscitivo che coinvolge necessariamente il polo soggettivo e quello oggettivo, venga tematizzata dai vari autori. A partire dal quinto capitolo vengono approfondite le connessioni teoriche tra i veri sistemi concettuali. In questo senso la teoria di Moscovici è la sistematizzazione più compiuta del concetto di "rappresentazione", capace di integrare al suo interno i contributi degli autori citati superandone al contempo le aporie.

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2 Introduzione Il titolo da cui prende il via questo lavoro pone sotto l etichetta della psicologia sociale vari autori di cui solo uno di essi Ł, a tutti gli effetti, uno psicologo sociale: Serge Moscovici. mile Durkheim Ł infatti universalmente conosciuto come un sociologo, Lucien LØvy-Bruhl come antropologo e Jean Piaget come uno psicologo dell infanzia. Tuttavia, Ł possibile andare oltre il carattere multidisciplinare che caratterizza i vari approcci di questi autori in riferimento ad una unit che caratterizza l oggetto preso in esame dal le differenti prospettive teoriche. Un primo comune denominatore a questi autori si ritrova proprio nel fatto che ciascuno di loro si Ł occupato, nel corso degli anni, di quell oggetto particolare che sono le rappresentazioni , anche se poi questo termine si trova ad essere declinato a seconda della variet degli ambiti di ricerca. Du rkheim infatti si dedica allo studio delle rappresentazioni collettive, LØvy-Bruhl alle rappresentazioni dei primitivi, Piaget alle rappresentazioni del fanciullo e Moscovici a quelle dell uomo di senso comune. Ma che cosa sono le rappresentazioni? Questo termine ha una lunga tradizione nel pensiero filosofico occidentale, e le sue origini rimandano certo alla scolastica medioevale. Se teniamo fede al dizionario filosofico Abbagnano, la rappresentazione viene definita come termine medi evale per indicare l immagine o l idea. L uso del termine fu suggerito agli Scolast ici dal concetto di conoscenza come una similitudine dell oggetto. . Trasportando l a medesima ricerca al dizionario di psicologia di Galimberti, pare che il significato di questo concetto si sia conservato anche nella nostra modernit . La definizione corris pondente al concetto di rappresentazione Ł qui la seguente: Il termine indica sia l atto con cui la coscienza riproduce uno stato esterno, come pu essere una co sa, o interno come uno stato d animo o un prodotto fantastico, sia il contenuto di tale operazione riproduttiva. . Tuttavia qualche cosa Ł cambiata. Sicuramente, oggi come in passato, la natura di rappresentazione, spetta all essere delle cose in quanto sono nella nostra mente. Il termine rimanda pertanto alle immagini - o idee - che abbiamo degli oggetti, siano essi materiali o immateriali, naturali o simbolici, talvolta persino fantastici. Conseguentemente, questo ci porta ad affermare che la rappresentazione ha come proprio correlato la realt . Questa

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Alessandro Cau Contatta »

Composta da 155 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.