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Il credito al consumo tra disciplina positiva e collegamento negoziale nella prospettiva di una riforma organica

Informazioni tesi

  Autore: Emiliano Canali
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Luciano bruscuglia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 196

Le forme più moderne di credito al consumo coinvolgono regolarmente la presenza di almeno tre soggetti, cioè un fornitore di beni o servizi, un consumatore – utilizzatore o mutuatario ed un finanziatore.
Tra queste forme “avanzate” assumono valore paradigmatico, da un lato, il mutuo di scopo e, dall'altro, il leasing traslativo al consumo.

Limitatamente ai contratti relativi alla fornitura di beni di consumo, in entrambi i casi l'operazione economica cui tendono il contratto di fornitura e quello latu sensu di finanziamento, tra loro collegati per volontà di tutte le parti, mira ad assicurare al consumatore prima la piena disponibilità e poi anche la titolarità del bene.
Nel mutuo di scopo soggetti comune ad entrambi i contratti è il consumatore – mutuatario, che stipula prima il mutuo di scopo e quindi impiega la provvista secondo le modalità pattuite per finanziare il contratto di fornitura. Nel leasing traslativo al consumo contraente comune ad entrambi i contratti è il finanziatore concedente che, su indicazione dell'utilizzatore finale, acquista o produce un determinato bene e quindi lo concede in utilizzo all'utilizzatore.
Ancora, in entrambi i casi la prassi negoziale tende ad inserire clausole volte ad autonomizzare il contratto di “finanziamento” dal contratto di fornitura ed a renderlo insensibile alle vicende di quest'ultimo, in particolare per il caso di inadempimento totale o parziale del fornitore delle sue obbligazioni verso il consumatore o rispetto alle quali il consumatore è formalmente adiectus solutionis causa.

La giurisprudenza prevalente ricostruisce il rapporto tra contratto di mutuo di scopo o di leasing traslativo al consumo e contratto di fornitura in termini di collegamento negoziale, voluto dalle parti (elemento subiettivo) per la realizzazione dell'operazione economica complessiva (elemento obiettivo).

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CAPITOLO I Introduzione Sommario: Sezione I. Origine e storia dell'operazione di credito al consumo: - 1.1 Cenni storici e inquadramento del fenomeno – 1.2. Elementi critici nel periodo anteriore alla l. n. 142/1992. - 1.3. Il collegamento negoziale nell'operazione trilaterale. - Sezione II: Profili comparatistici. - 2.1. Cenni. - 2.2 Modello francese. - 2.3. Modello inglese. - 2.4. Modello tedesco. - Sezione III: Derivazione e finalità della disciplina del credito al consumo: - 3.1 La direttiva comunitaria del 1987: - 3.1.1. Principi ispiratori. - 3.1.2. - 3.1.2. Ambito applicativo. - 3.1.3 La trasparenza negoziale: TAEG; forma e contenuto del contratto. - 3.1.4. Inadempimento del consumatore e del venditore - 3.2. La disciplina italiana di recepimento. I. Origine e storia dell'operazione di credito al consumo 1.1. Cenni storici e inquadramento del fenomeno Il fenomeno del credito al consumo è strettamente avvinto, nella sua origine, al progressivo sviluppo di forme di economia industriale negli Stati occidentali, a partire dalla seconda metà dell'Ottocento. Prima di questo periodo le forme di finanziamento della domanda finale (senza quindi considerare i finanziamenti delle attività d'impresa, dallo sviluppo ben più precoce, già al tempo della mercatura medioevale) erano di fatto limitate a due species, la prima consistente nel prestito «concesso direttamente dal commerciante ai suoi clienti»1, la seconda in «prestiti garantiti da pegno o dalla cessione di salari»2; in ogni caso al finanziamento si ricorreva solo «per l'acquisto di beni di prima necessità»3. Inoltre la mancanza di una produzione standardizzata di beni durevoli e la disponibilità da parte della stragrande maggioranza della popolazione di un reddito prossimo o inferiore a quello di sussistenza rendevano il finanziamento al consumo «insignificante sia dal punto di vista economico che da quello sociale»4. Lo sviluppo della società industriale ha portato a forme di «produzione su larga scala dei beni di consumo, con conseguente loro commercializzazione e distribuzione di massa»5 ciò portando «le problematiche della espansione della domanda dei beni in parola e della stessa esistenza della struttura industriale di 1 Bugliani, “Credito al consumo” in Il diritto privato nella giurisprudenza (a cura di P. Cendon), Compravendita e figure collegate, vol. II, Utet, Torino, 2007, 255. 2 Bugliani, ibid. 3 Gorgoni, Il credito al consumo, Il diritto privato oggi (a cura di P. Cendon), Giuffrè, Milano, 1994, 7. 4 Piepoli, Il credito al consumo, Editore Novenne, Napoli, 1976, 12. 5 Carriero, “Autonomia privata e disciplina del mercato. Il credito al consumo”, Trattato di diritto privato (a cura di M. Bessone), Vol. XXXI, Giappichelli Editore, Torino, 2002, 4. 1

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