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Resoconto dell’attività di tirocinio presso Ceral (centro di consulenza neuropsichiatrica, psicologica, logopedica e psicopedagogica per l’età evolutiva e l’adulto)

Resoconto dell'attività di tirocinio.
Usato come un vero e proprio setting, permette di inferire ipotesi, sulla base delle tecniche della teoria dell'analisi della domanda, sul proprio modo di categorizzare il reale, di riflettere su di esso, di simbolizzarlo... e di intervenire sul processo di simbolizzazione stesso, attraverso una ri-narrazione alla luce delle dinamiche collusive contestuali, e di quelle agite in relazione alle proposte relazionali del contesto.
il resoconto come mezzo per imparare ad apprendere, come mezzo per cogliere le proprie modalità implementative della competenza a stare nei contesti e a produrvi sviluppo produttivo grazie all'intervento clinico.
la tesi estende le inferenze nella direzione di una analisi della cultura italiana della simbolizzazione della psicologia. partendo dalla cultura locale del CERAL, si propone di cogliere analogie, nessi, differenze, responsabilità, rapporti e relazioni tra quel contesto e il più generale assestment della psicologia nei contesti di cura multidisciplinari.
il viaggio metariflessivo, passa anche per l'analisi di una ricerca (analisi emozionale del testo) effettuata sui resoconti dei tirocinanti della sapienza.

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12 I. Capitolo primo 1.1 Teoria, teoria della tecnica e modelli della psicologia clinica Ritengo opportuno partire, per sviluppare il tema proposto nel titolo del paragrafo, da una riflessione sulla stessa denominazione del mio corso di laurea, “Intervento Clinico per la Persona, il Gruppo e le Istituzioni”. Esso rimanda ad un tipo d’intervento che, ponendo il focus sull’individuo, il gruppo, l’istituzione, considera la relazione fra questi livelli, uno degli aspetti fondanti la prassi professionale. L’aggettivo clinico, d’altra parte, va inteso abbandonando l’accezione medica, relativa alla diagnosi e alla cura della malattia [dal greco Klinikè, arte relativa a chi giace a letto (Klinè)], accezione che rimanda ad una scienza dell’intervento espressa da una tecnicalità volta a correzione di deficit-scarto dalla normalità/salute. Accezione a cui neanche l’Organizzazione Mondiale della Sanità si ispira più, quando definisce la salute quale <<benessere bio-psico-sociale>>. L’aggettivo clinico viene a configurarsi, in una prospettiva psicologica, come <<competenza psicologica, ovvero la capacità di guardare alla relazione con l’altro […] con lo scopo di utilizzarla quale ambito di promozione dello sviluppo: sviluppo sia della relazione tra clinico e cliente, sia della relazione tra questa persona e i suoi sistemi di convivenza>> (Carli e Paniccia, 2003). La psicologia clinica attuale guarda alle relazioni nei sistemi di convivenza proponendo le seguenti <<polarità come fondanti la relazione: il sistema di appartenenza, le regole del gioco, il rapporto con l’estraneo >> (Carli e Paniccia, 2002). Queste polarità possono essere negate o riconosciute. Se nessuna delle tre dimensioni di relazione viene negata avviene lo scambio tra il sistema d’appartenenza e l’estraneo, attraverso la mediazione delle regole del gioco. Negare anche uno solo dei tre poli

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Valentina Valentino Contatta »

Composta da 90 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.