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Studi sperimentali sulla percezione dell'accento straniero

La domanda che è al centro di questo studio e a cui cercheremo di rispondere è: un parlante ascoltatore esposto ad un accento straniero mostra una sensibilità verso le caratteristiche prosodiche uguale, inferiore o superiore a quella che applica nei confronti dei tratti fonetici segmentali? Sul versante della produzione, dovremo interrogarci sulla possibilità e sul grado di successo che accompagnano l’apprendimento di una prosodia non nativa; sul versante della percezione, ci chiediamo se il nostro giudizio di ‘forestierismo’ sia ancorato al solo livello segmentale o anche, e in che misura, a quello prosodico.
A partire da questo è stato deciso di presentare un lavoro che dimostrasse in primis l’importanza dei fenomeni soprasegmentali nella percezione dell’accento straniero, in secundis l’importanza della percezione dell’italiano prodotto da stranieri.

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Capitolo 1 - Introduzione Due sono le considerazioni da cui ha origine questo lavoro; la prima è che fino ad oggi gli studi fonologici che si sono dedicati all’italiano come lingua seconda (L2) si sono concentrati in modo particolare sugli aspetti segmentali, più o meno marcati, che permettono di individuare se il parlante è straniero o meno, senza soffermarsi quasi mai ad analizzare il livello prosodico. La seconda deriva dal fatto che i suddetti studi riguardano esclusivamente il versante della produzione, mentre il versante della percezione è rimasto per lo più non considerato. Di conseguenza il contributo degli indici prosodici alla percezione dell’accento straniero risulta poco indagato. Con l’espressione ‘accento straniero’ intendiamo qui riferirci alla produzione fonetica deviante, per uno o più tratti, rispetto alla pronuncia normativa generalmente accettata per una lingua; tali deviazioni dalla norma rinviano di solito ad un’altra lingua o ad altro sistema dialettale all’interno di una lingua nazionale (Marotta 2008). La domanda che è al centro di questo studio e a cui cercheremo di rispondere è: un parlante ascoltatore esposto ad un accento straniero mostra una sensibilità verso le caratteristiche prosodiche uguale, inferiore o superiore a quella che applica nei confronti dei tratti fonetici segmentali? Sul versante della produzione, dovremo interrogarci sulla possibilità e sul grado di successo che accompagnano l’apprendimento di una prosodia non nativa; sul versante della percezione, ci chiediamo se il nostro giudizio di ‘forestierismo’ sia ancorato al solo livello segmentale o anche, e in che misura, a quello prosodico. A partire da questo, è stato deciso di unire i due campi sopra menzionati e non ancora esplorati e di presentare un lavoro che dimostrasse in primis l’importanza dei fenomeni soprasegmentali nella percezione dell’accento 5

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Informatica Umanistica

Autore: Sarah Corsini Contatta »

Composta da 141 pagine.

 

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