Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La Biga di Monteleone di Spoleto, un caso di valorizzazione contestata

La tesi tratta il caso della Biga di Monteleone di Spoleto scoperta nel 1902 in località Colle del capitano e oggi conservata al Metropolitan Museum di New York come elemento di spicco della sezione etrusca. Dopo 2 capitoli di introduzione sui sabini e sull'uso dei carri nell'antichità si passa alla descrizione del reperto e della travagliata storia che lo ha portato a new york. Termina la tesi un'intervista all'avvocato oggi impegnato nella causa contro il Met per ottenere la restituzione della Biga.

Mostra/Nascondi contenuto.
4    Storicamente la Sabina viene collocata in una zona dell’Italia centrale che comprendeva la maggior parte della province di Rieti fino alla confluenza dell’Aniene col Tevere, parte dell’Umbria meridionale, e parte dell’Appennino Abruzzese fino al Gran Sasso. I confini della Sabina antica sono descritti da Plinio il Vecchio: su un lato (a nord est ) con il Piceno, alle spalle (nord) con l’Umbria ed è limitata sui due lati dall’Appennino. La catena dei Monti Sabini suddivide infatti il territorio in 2 aree distinte caratterizzate da storia, strutture socio economiche e profilo culturale diverso: a sud est troviamo la Sabina Tiberina con i centri di Eretum (Montelibretti) Cures (Fara Sabina) Trebula Mutuesca (Monteleone Sabino)e Forum Novum (nel bacino del Tevere); a nord est la Sabina interna con i centri di Nursia (Umbria) Reate (Lazio) e Amiternum (S.Vittorino presso l’Aquila) con al centro il bacino idrografico del Velino. L’antica Sabina oggi si estenderebbe su 3 regioni e 5 province.

Diploma di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Manuela Dolci Contatta »

Composta da 59 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 465 click dal 17/12/2009.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.