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Il modello del bilancio di esercizio nelle fondazioni bancarie: la Fondazione Cariplo

Informazioni tesi

  Autore: Silvia Federica Piccinno
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Lecce
  Facoltà: Economia
  Corso: Amministrazione e Controllo delle Aziende
  Relatore: Simona Marchetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 177

La storia e l’evoluzione delle fondazioni bancarie si svolge parallelamente al processo di privatizzazione del settore creditizio, avviato con la legge n. 218 del 30 luglio 1990.
Il provvedimento legislativo in questione ha previsto lo scorporo delle Casse di Risparmio, la cui attività mutualistica è stata affidata agli enti conferenti e quella economica all’azienda bancaria, che assumeva la natura di società per azioni.
Gli enti conferenti, attualmente denominate fondazioni bancarie, ottenevano i proventi necessari per lo svolgimento della propria attività, attraverso la partecipazione di controllo nell’azienda bancaria.
Negli anni successivi, la necessità di affrontare in maniera più efficace la concorrenza internazionale, l’esigenza di un miglioramento della redditività del settore bancario e l’influenza della Comunità Europea hanno spinto verso l’emanazione di ulteriori provvedimenti legislativi, il cui obiettivo è stato il passaggio alla fase di privatizzazione sostanziale, dando la possibilità agli enti conferenti di cedere il pacchetto di controllo.
Attualmente, le fondazioni bancarie sono persone giuridiche private senza scopo di lucro, la cui mission è la promozione dello sviluppo economico attraverso i proventi ottenuti mediante l’investimento dei loro cospicui patrimoni in attività diversificate, prudenti e fruttifere.
Nel corso del presente lavoro di tesi, dopo una descrizione dell’evoluzione storica e normativa delle Casse di Risparmio e delle Fondazioni bancarie, nel primo capitolo si fornisce un’illustrazione della loro attività, idealmente scomponibile in due sezioni: la gestione del patrimonio e l’attività erogativa, quest’ultima finalizzata alla realizzazione degli obiettivi.
In questa prospettiva, diventa importante l’attività di programmazione sia di lungo termine, attraverso il Piano Programmatico Pluriennale, che di breve termine, per mezzo del Documento Programmatico Previsionale.
Nel secondo capitolo si analizzano gli interventi legislativi relativi all’attività di rendicontazione della fondazione che si esplica attraverso la pubblicazione, con cadenza annuale, dello Stato Patrimoniale, del Conto Economico e della Nota Integrativa.
Posta l’esigenza di rafforzare il rapporto con la comunità di riferimento, nel corso del lavoro, si dà evidenza agli strumenti di accountability con cui la fondazione rende conto delle attività poste in essere e del grado di soddisfazione dei bisogni avvertiti dalla comunità di riferimento.
A tal fine, a corredo del bilancio di esercizio, è prevista la redazione del bilancio di missione, ed è, fortemente, consigliata la pubblicazione del bilancio sociale.
Infine, nel terzo capitolo, si descrive l’attività di rendicontazione posta in essere da una delle principali fondazioni in Italia: Fondazione Cariplo.
In particolare, oltre a una descrizione degli obiettivi, della storia e della mission, si procede ad esaminare i documenti predisposti dalla Fondazione con riferimento agli esercizi chiusi rispettivamente al 31 dicembre 2007 e al 31 dicembre 2008.
L’analisi in parola è condotta attraverso l’utilizzo di opportuni indicatori, ponendo l’accento anche sulla rendicontazione socio – economica.

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1 INTRODUZIONE Le fondazioni di origine bancaria sono realtà del Terzo Settore nate a seguito di un processo di privatizzazione del settore creditizio avviato con la legge n. 218 del 30 luglio 1990. L’intervento legislativo in questione ha avviato un progressivo ritiro dello Stato dal settore bancario, attraverso un processo denominato “privatizzazione fredda”, ed ha determinato lo scorporo delle Casse di Risparmio, la cui attività mutualistica è stata affidata agli enti conferenti, attualmente denominati Fondazioni bancarie. Inoltre, la legge stabiliva che i proventi utilizzati dagli enti conferenti nello svolgimento delle proprie attività derivassero dalla partecipazione di controllo detenuta nei confronti della società bancaria conferitaria, che assumeva la natura di società per azioni. La necessità di affrontare in maniera più efficace la concorrenza internazionale, l’esigenza di un miglioramento della redditività del settore bancario e l’influenza della Comunità Europea hanno spinto verso l’emanazione di successivi provvedimenti legislativi, il cui obiettivo è stato il passaggio alla fase di privatizzazione sostanziale, dando la possibilità agli enti conferenti di cedere il pacchetto di controllo. Dalla loro nascita, dunque, le fondazioni sono state caratterizzate da numerosi interventi legislativi che ne hanno, definitivamente, sancito la natura privata.

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