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Il diritto nazionale antitrust e le imprese bancarie

Informazioni tesi

  Autore: Mariarosaria La Cala
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Lecce
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia e della gestione aziendale
  Relatore: Michele Lovecchio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 105

Punto di partenza e fulcro del lavoro è la concorrenza e la sua disciplina, introdotta in tutti gli ordinamenti caratterizzati da un’economia industrializzata come strumento in grado di realizzare un equilibrio tendenzialmente più stabile poiché caratterizzato da continui piccoli aggiustamenti.

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Introduzione L’applicabilità al settore del credito della normativa nazionale a tutela della concorrenza è stata in passato oggetto di controversie: all’origine di tali dispute si poteva identificare il dubbio che nel settore bancario, già sottoposto ad un regime di controlli pubblici, la disciplina della concorrenza risultasse superflua, se non addirittura dannosa, con possibili collisioni tra l’obiettivo della concorrenza e gli altri interessi pubblici della stabilità, della tutela del risparmio e dell’efficacia della politica economica. Oggi, lo sviluppo dell’ordinamento bancario in senso concorrenziale ha trovato, invece, la propria consacrazione normativa nell’art. 20 della l. 287/90, che in linea di principio ha esteso alle banche l’applicabilità della normativa generale antitrust, nell’art. 19 della l. 262/05, che ha recentemente introdotto rilevanti modifiche normative a tutela del risparmiatore, e nell’art. 5 del Testo Unico in materia bancaria e creditizia, d.lgs. 385/93, laddove si individua tra le finalità generali della vigilanza l’obiettivo della competitività del sistema finanziario. Proprio quest’ultimo provvedimento, come risultato di un coordinamento della preesistente normativa, si è inserito all’interno di un processo che a partire dalla seconda metà degli anni ottanta ha portato importanti cambiamenti nella regolamentazione del settore creditizio nell’ottica della promozione della concorrenza. In seguito all’attuazione della normativa comunitaria in materia bancaria, è stato eliminato il potere delle autorità creditizie di limitare l’entrata di nuove banche sul mercato o l’apertura di succursali in base a considerazioni di regolamentazione strutturale dei mercati; sono state introdotte disposizioni di vigilanza di tipo prudenziale volte a tutelare la stabilità del sistema senza introdurre limitazioni al funzionamento del mercato; sono stati eliminati i principali vincoli di despecializzazione funzionale e operativa delle banche, che riservavano particolari forme di raccolta e d’impiego ad alcuni soggetti e non consentivano la prestazione di determinati servizi. La disciplina concorrenziale ha determinato la nascita di un dibattito incentrato sulla questione di quale debba essere il reale grado d’applicabilità della normativa 3

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