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Adozione nazionale e internazionale: le lacune della legge 184/83 e la riforma introdotta dalla legge 476/98

Una tesi di ricerca sull’analisi dei cambiamenti avvenuti nel nostro Paese, in tema di adozione internazionale di minori, in seguito alla Convenzione dell’Aja e alla legge di ratifica 476/98, che parallelamente si affianca alla vecchia disciplina del 1983.

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6 1.1 Cenni storici Per il genere umano la “continuità della stirpe” ha sempre rappresentato un obiettivo da salvaguardare più di ogni altro. Già intorno all’anno 2285 a.C. troviamo un primo riferimento nel famoso Codice babilonese di Hammurabi. L’istituto vigente era quello della poligamia, ma era riconosciuta solo una moglie di diritto, per cui esclusivamente i figli da lei generati possedevano il diritto di ereditare i beni del padre, mentre i nati dalle concubine ne risultavano esautorati, a meno che il padre non li convocasse con le parole “figli miei”, in tal modo elevandoli allo stesso grado degli altri. Tracce dell’istituto si ritrovano anche nell’Antico Testamento : Mosè salvato dalle acque e successivamente adottato. Nel diritto romano l’adoptio è l’atto con cui un pater familias assume sotto la propria potestà una persona appartenente ad altra famiglia. Da questo istituto va distinta l’adrogatio, di origine più antica e per effetto della quale, non soltanto l’adrogatus, ma la sua intera famiglia, vengono assorbiti in un altro gruppo familiare.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Paola Gori Contatta »

Composta da 287 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 13667 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 34 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.