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Libertà personale e fenomeni migratori tra vecchie e nuove restrizioni

Nel primo capitolo ho studiato la disciplina dell’espulsione dello straniero contemplata nella successione dei decreti sicurezza a partire dal d.l. 181 del novembre 2007 fino alla l. 94 del luglio 2009, verificando, tra l’altro, fino a che punto l’essere cittadino europeo possa rappresentare o meno un vantaggio in senso garantistico rispetto allo straniero extracomunitario.
Nel secondo capitolo mi sono soffermato sulle vicende normative che negli ultimi anni hanno riguardato l’istituto degli ex CPT passati dai propositi di “svuotamento” degli stessi comunque riservati a soli extracomunitari, ad un estensione, seppur non generalizzata, agli stranieri cittadini comunitari con tempi di permanenza massima sestuplicati.

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4 Spiccato emergenzialismo ed efficacia “simbolica” della materia Il fenomeno della normativa cosiddetta dell’emergenza non vede certo la luce, nel nostro Paese, nel terzo millennio: basti pensare alle reazioni dello Stato ai fenomeni della criminalità mafiosa, del terrorismo degli anni di piombo, fino al banditismo dell’ottocento. Proprio sul piano del contrasto patrimoniale alla criminalità organizzata, per esempio, si accusavano i “nuovi” modelli legislativi antimafia dei primi anni ’90 di avere oltrepassato i limiti garantistici del diritto e del processo penale. Si sosteneva, infatti, che «in questo momento storico si è consolidato a livello legislativo, ma anche nella prassi, un habitus di tipo emergenziale dalle origini risalenti che non può non destare preoccupazione in rapporto alla difesa dei diritti dell’individuo» 1 . In quel contesto, si faceva notare che «garanzie individuali ed efficienza del controllo sembrano oggi costituire i termini, contrastanti, di una proposizione dialettica, ma un tale assunto, in rapporto al nostro contesto ordinamentale, di democrazia fondata sui principi dello stato sociale di diritto, è senz’altro falso e la dimostrazione è agevole: garanzia ed efficienza, infatti, nello stato sociale di diritto, lungi dal porsi antiteticamente, rappresentano, congiunte, degli elementi essenziali di riferimento a cui deve essere informato il perseguimento delle legittime istanze di controllo sociale. Ciò significa, in termini di politica criminale, l'adozione di strategie di controllo di fatti socialmente dannosi che, nell'assoluto rispetto di prerogative di libertà e dignità della persona, risulti ispirata, contestualmente, a criteri di razionalità ed efficienza […] Non è possibile, pertanto, in una struttura ordinamentale di democrazia avanzata, al fine di porre rimedio a turbative, anche gravissime […] adottare rimedi normativi e prassi giurisprudenziali che finiscono con il far 1 S. MOCCIA, La perenne emergenza: tendenze autoritarie nel sistema penale, Napoli, I ed., 1995.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Pierpaolo Indino Contatta »

Composta da 89 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.