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Compagnia Teatro Umoristico "I De Filippo"

Nella stesura della tesi ho voluto mettere in risalto non un attore ma un‘intera stirpe di attori, I De Filippo, i figli di Eduardo Scarpetta grande attore napoletano. Ho, per tanto, dedicato il primo capitolo della tesi alla biografia di Scarpetta in quanto capostipite sia della famiglia “De Filippo” ma anche del teatro napoletano; e infatti grazie a lui e ai suoi figli che esso si svilupperà diventando parte della cultura italiana ma anche mondiale.
Nel secondo capitolo ho invece inserito la biografia dei tre figli, illegittimi di Scarpetta, Titina, Eduardo e Peppino, promulgatori del teatro del padre. I tre, anche se con molti alti e bassi costituirono una compagnia teatrale che durò dal 1931 al 1944, anno in cui si sciolse definitivamente.
Infine ho inserito un’appendice con le critiche rivolte ai De Filippo e con l’intervista ad Annamaria Ackermann. Io stesso mi sono recato a Napoli per intervistarla di persona e riuscire a cogliere personalmente le emozioni ancora celate nella sua voce quando parla dei grandi attori napoletani, come lo furono i De Filippo.Dopo l’intervista a Napoli, mi sono recato a Roma alla Biblioteca Buccardo per toccare con mano i copioni originali scritti da Eduardo, documenti della SIAE, locandine teatrali.
Ciò ha fatto si che la mia tesi oltre ad esser un lavoro scientifico è divenuta fonte di emozione per me, amante e appassionato del teatro in genere, ma soprattutto di quello dialettale.

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5 Eduardo Scarpetta, attore e commediografo, nasce a Napoli, il 13 marzo 1853. Suo padre, Domenico Scarpetta, funzionario statale, tentò più volte di avviarlo agli studi. Fu all'età di 9 anni che Eduardo Scarpetta assiste alla prima vera rappresentazione teatrale; il padre, infatti, lo portò al teatro San Carlino dove si stava rappresentando la recita pomeridiana della compagnia di Antonio Petito. Il contatto con Pulcinella (maschera della quale Antonio Petito fu il più grande interprete) non fu dei più felici; infatti quel naso ricurvo, quelle rughe della fronte e quell'espressione un po‟ inquietante della maschera, turbarono non poco il piccolo Eduardo Scarpetta. Assistere a quella rappresentazione costituì comunque per lui la scoperta di un mondo nuovo e cominciò ad avvertire l'esigenza di rendere più concreta questa sua passione. Cominciava così a nascere in Eduardo Scarpetta «il fuoco sacro» del teatro. Già all'età di 14 anni fu scritturato dall'impresario Salvatore Mormone e, dopo qualche giorno, debuttò al teatro San Carlino nella commedia «Cuntiente e guaje» dove interpretava il ruolo di un fattorino che aveva due o tre battute. Da quel momento si aprì per lui una strada ricca di soddisfazioni; infatti cominciò a riscuotere le simpatie del pubblico e a farsi notare per il suo giovane talento. Dopo qualche tempo, lo stesso Antonio Petito, che inizialmente si era rifiutato di indirizzarlo al mestiere di attore, lo scritturò adattando su di lui il personaggio di Felice Sciosciammocca, personaggio che si collocò nella sua produzione teatrale dialettale affiancando Pulcinella nelle sue divertenti avventure. Fu lo stesso Petito che pochi anni dopo, nel 1879, lo nominò capocomico della compagnia.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Gaspare Calvaruso Contatta »

Composta da 67 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.