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Rapporti tra diritto comunitario e diritto interno nella giurisprudenza costituzionale

Informazioni tesi

  Autore: Giovanni Auditore
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Messina
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Antonio Ruggeri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 144

Il delicato tema del contrasto tra normativa comunitaria e normativa na-zionale incompatibile, è stato esaminato dalla Corte Costituzionale fin dai primi anni sessanta .L’attività della Corte è da reputarsi uno degli aspetti più rilevanti nel processo di integrazione dell’Unione europea, malgrado in molte occasioni abbia preferito sposare una politica di difesa rispetto alla impetuosa avanzata del diritto comunitario, conscia di rischiare di perdere il ruolo assegnatole dal costituente, ovvero di supremo organo garante della Costituzione.
Il c.d. “cammino comunitario” della stessa rappresenta l’iter attraverso il quale, sotto la spinta della Corte di giustizia della Comunità europea, la Consulta è intervenuta per sciogliere i nodi di una relazione – quella tra or-dinamento nazionale e ordinamento comunitario – di non facile risoluzione, anche perché non rientrante precisamente negli schemi del diritto interna-zionale. Come noto, il rapporto tra le due Corti è stato conflittuale: le due massime giurisdizioni, infatti, sono giunte all’affermazione del primato in momenti diversi, partendo da un contrasto in origine netto.
All’affermazione del primato del diritto comunitario su quello nazio-nale o del principio dell’effetto diretto , attribuito dalla Corte di Lussem-burgo alle norme dei Trattati istitutivi e alle norme di diritto derivato , ha fatto eco la Corte Costituzionale con una serie di pronunce attraverso le quali è passata da asserzioni decisamente refrattarie alle posizioni comunitarie, all’attuale accettazione, con i distinguo che faremo , della tesi della preva-lenza del diritto comunitario su quello interno.

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6 INTRODUZIONE Il vizio di fondo: l’esecuzione dei Trattati con leggi ordinarie A distanza di più di mezzo secolo dall‟avvio della integrazione comunitaria è possibile mettere in luce il percorso di europeizzazione che ha interessato il nostro ordinamento nazionale e che, come dimostrano il fallimento del Trattato costituzionale e le problematiche che al momento assillano il Trattato di Lisbona, lungi dal potersi considerare concluso. Nel dar conto di come le dinamiche sopranazionali abbiano influito sul sistema giuridico italiano, è importante evidenziare che il percorso di adeguamento alle istituzioni e alle politiche europee è stato estremamente graduale, in ciò affiancandosi al lento progredire del fenomeno comunitario. Principiando dai lavori preparatori dell‟Assemblea Costituente è impossibile non constatare che nel corso degli stessi i Padri Costituenti palesarono la necessità di addivenire ad un nuovo assetto della comunità internazionale, basato sul superamento dello sovranità assoluta dello Stato nazionale, su un‟intensa collaborazione tra Stati e quindi, su più penetranti limitazioni alla loro sfera di libertà e infine, sulla creazione di organizzazioni

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