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Contenimento dei campi elettromagnetici in ambiente industriale - Esposizione professionale e tecniche di riduzione dell'intensità dei campi emessi da apparecchiature ed impianti

La tesi, dopo aver richiamato i fondamenti teorici in fatto di elettromagnetismo e teoria dei campi elettromagnetici (Capitolo I), illustra, in primis, i principali effetti biologici e sanitari, scientificamente accertati, che si verificano a seguito dell’esposizione umana ai “campi elettromagnetici non ionizzanti” (Capitolo II).
Successivamente, dopo aver dedicato un breve excursus alla normativa, nazionale e internazionale, in materia di protezione della popolazione e dei lavoratori dai vari effetti dei predetti campi (Capitolo III) , si analizzano, in riferimento alla letteratura scientifica più aggiornata in materia, le più importanti sorgenti, industriali ed assimilate, di campi elettromagnetici (d’ora in poi campi EM), evidenziandone i tipici livelli di emissione (Capitolo IV). Nell’ effettuare tale disamina, è stata rivolta particolare attenzione a quelle esposizioni professionali, riguardanti alcuni ambienti industriali e lavorativi confinati (es.: metallurgia, saldatura ed incollaggio materiali, reparti medico-ospedalieri, ecc.) che sono da ritenersi relativamente pericolose per l’operatore.
Dopo tali argomenti propedeutici è stato sviluppato il nucleo fisico-ingegneristico vero e proprio della tesi. Infatti l'elaborato procede nell'illustrare una panoramica dello “stato dell’arte”, relativo alle più diffuse tecniche di riduzione-mitigazione dei campi EM, limitatamente agli ambienti confinati, sia in bassa (capitolo VI) che in alta frequenza (capitolo VII). Tenuto conto che tali tecniche si basano principalmente su metodi di schermatura, è stato pertanto ritenuto utile far precedere la loro descrizione da una parte preliminare (Capitolo V), in cui sono stati trattati argomenti teorici propedeutici, con particolare riferimento alla “teoria semplificata della schermo ideale” e alle specifiche proprietà schermanti dei metalli e di alcune leghe e materiali innovativi speciali. Inoltre negli ultimi tre capitoli, in cui si è sostanzialmente proceduto ad illustrare come la mitigazione dei campi EM può avvenire con tecniche diverse (riorganizzazione del lay-out produttivo/lavoratvo, particolare cablaggio degli impianti elettrici, schermature metalliche, controcampi, tessuti e materiali speciali), sono stati anche inseriti alcuni accenni a casi pratici ritenuti particolarmente significativi. Tali casi riguardano principalmente azioni di contenimento, dei campi EM, finalizzate sostanzialmente ad intervenire su situazioni reali, in cui si rendeva indispensabile un intervento di schermatura ai fini della tutela della salute dei lavoratori. E’ da precisare che sono stati anche brevemente trattati alcuni casi di riduzione delle emissioni, “protezionisticamente non rilevanti” per l’esposizione umana, ma ritenute significative per ragioni di compatibilità elettromagnetica tra apparati o impianti elettrici o elettronici limitrofi.

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7 INTRODUZIONE La superficie terrestre è normalmente sede di campi elettrici e di campi magnetici di origine naturale. Da decenni, per effetto del notevole sviluppo delle tecnologie nei settori elettrico, elettronico e delle telecomunicazioni, ai predetti campi naturali si sovrappongono sistematicamente campi elettrici e magnetici artificiali prodotti dai più disparati impianti ed apparecchiature, a cominciare dalle linee per il trasporto, la distribuzione e l‟utilizzo dell‟energia elettrica, per arrivare al telefono cellulare e ai relativi impianti fissi di radiocomunicazione. Negli ultimi anni ci troviamo di fronte, infatti, ad una vera e propria nuova forma di inquinamento per la quale è stato appositamente coniato il neologismo “elettrosmog”. Tale fenomeno, che prevede un‟ inevitabile interazione tra onde elettromagnetiche artificiali e biosistema umano, ha indotto la comunità scientifica competente, già a partire dagli anni settanta, a valutarne l‟ eventuale pericolosità per la salute dell‟ uomo. Da queste ricerche, peraltro sempre più numerose e particolareggiate, è emersa una problematica complessa e delicata. Infatti se da un lato alcuni studi epidemiologici sembrerebbero confermare la pericolosità dell‟esposizione umana ai campi elettromagnetici, dall‟altro non è pensabile condizionare, in assenza di evidenze scientifiche certe e incontrovertibili, lo sviluppo tecnologico in tutti quei settori, peraltro sempre più numerosi, in cui sono previste emissioni elettromagnetiche “intenzionali” (es.: radiocomunicazioni, apparati biomedicali ) o “non intenzionali”(es.: comuni elettrodomestici, gran parte delle apparecchiature industriali). Del resto viviamo in una società in cui significativi e consistenti sono i benefici dovuti all‟uso delle

Laurea liv.I

Facoltà: Ingegneria

Autore: Walter Di Gregorio Contatta »

Composta da 238 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.