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Il partenariato pubblico-privato negli ordinamenti giuridici italiano e francese: studio comparato

Informazioni tesi

  Autore: Viola Nicodano
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Domenico Sorace
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 231

Il Partenariato pubblico-privato rappresenta un significativo osservatorio di alcuni profili evolutivi del diritto amministrativo: le forme di cooperazione tra il settore pubblico e quello privato riconducibili a tale fenomeno mostrano da un lato il maggior coinvolgimento degli attori privati nell’espletamento di compiti pubblici, da un altro la rimodulazione del ruolo dei soggetti pubblici nella sfera economica e l’appropriazione nell’agire pubblico di moduli di azione tipici del settore privato.
Queste forme di collaborazione mirano a garantire il finanziamento, la costruzione, il rinnovamento, la gestione o la manutenzione di un’infrastruttura o la fornitura di un servizio. Di conseguenza, la progressiva affermazione a livello europeo del partenariato pubblico-privato ha portato il legislatore europeo a rivedere la normativa riguardante gli appalti pubblici e le concessioni, al fine di inquadrare il fenomeno ed evidenziarne consonanze e criticità.
Il tema degli appalti pubblici è strettamente legato al mercato, come la sua dimensione economica dimostra. E’ importante sottolineare tale legame per diverse ragioni. Anzitutto, perché rappresenta un fattore fondamentale per la competitività di un Paese, in considerazione dell’enorme quantità di risorse che è in grado di produrre. In secondo luogo, perché una buona gestione della procedura di gara consente alle pubbliche amministrazioni di acquisire beni, servizi e lavori di qualità a prezzi inferiori, in tempi ragionevoli, riducendo il contenzioso ed accrescendo l’efficienza dell’azione pubblica. Infine, per l’interesse di quegli operatori economici impegnati ad affermare il valore della concorrenza, che rappresenta il patrimonio comune tra settore pubblico e privato, in grado di orientare l’azione e le politiche degli appalti.
La pubblica amministrazione, in quanto acquirente di una vasta gamma di beni, servizi e opere in quantitativi rilevanti, è in grado di condizionare il mercato, così come una buona gestione delle procedure di gara per la scelta del contraente privato, il monitoraggio della fase esecutiva dei contratti, le capacità di programmazione, tecnica e giuridica costituiscono efficaci indici della qualità delle amministrazioni.
La regolazione del settore evoca svariate questioni, tra le quali quelle relative al piano della competenza legislativa, per l’intreccio della normativa comunitaria e di quelle nazionali che caratterizza la disciplina. La condizione essenziale, che si pone a monte del processo virtuoso perseguito nella dinamica delle relazioni tra l’amministrazione e il mercato, è la creazione di una legislazione in grado di fornire regole certe, chiare ed adeguate ai cambiamenti dei mercati.
L’attribuzione al privato di funzioni pubbliche non costituisce una novità, ma l’approccio e l’obiettivo che caratterizzano le esternalizzazioni oggi sono in parte diversi da quelli del passato. L’esternalizzazione si afferma dapprincipio come politica di risanamento delle finanze, in grado di consentire ai Paesi membri dell’Unione europea il rispetto dei vincoli del Trattato di Maastricht, riducendo i costi dell’organizzazione amministrativa.
Nell’ottica dell’analisi economica del diritto, esternalizzare significa contrattualizzare.
Dopo aver esaminato il PPP come nuova politica di sviluppo del settore pubblico e del mercato concorrenziale (capitolo 1), facendo riferimento tra l’altro anche alla prassi internazionale, e dunque alla situazione vigente nelle economie dei paesi anglosassoni (in particolare nel Regno Unito), appare necessario analizzare la specifica normativa europea del settore degli appalti (capitolo 2), soffermandosi sul Libro Verde e le direttive del 2004.
Di seguito sarà opportuno confrontare le trasposizioni della disciplina europea negli ordinamenti nazionali oggetto di questo studio, Francia e Italia (capitolo 3), per studiare le modalità di attuazione degli obblighi comunitari. Una volta verificati i sistemi giuridici di recepimento, sarà più semplice comprendere le modalità di realizzazione dei partenariati pubblico-privati di tipo contrattuale (capitolo 4).
Da tale studio, emergeranno elementi di diversità di notevole interesse, che permetteranno di comprendere le difficoltà inerenti l'opera di armonizzazione europea e il livello di influenza delle disposizioni nazionali sugli altri ordinamenti. Si desidera quindi effettuare una critica costruttiva dell'opera dei legislatori nazionali, volta a sostenere la realizzazione di una legislazione in materia di appalti chiara e ceta, che riduca il ruolo economico dello Stato, ma ne rafforzi la dimensione etica e di controllo (Conclusioni).

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Introduzione Il Partenariato pubblico-privato rappresenta un significativo osservatorio di alcuni profili evolutivi del diritto amministrativo: le forme di cooperazione tra il settore pubblico e quello privato riconducibili a tale fenomeno mostrano da un lato il maggior coinvolgimento degli attori privati nell’espletamento di compiti pubblici, da un altro la rimodulazione del ruolo dei soggetti pubblici nella sfera economica e l’appropriazione nell’agire pubblico di moduli di azione tipici del settore privato. Queste forme di collaborazione mirano a garantire il finanziamento, la costruzione, il rinnovamento, la gestione o la manutenzione di un’infrastruttura o la fornitura di un servizio. Di conseguenza, la progressiva affermazione a livello europeo del partenariato pubblico-privato ha portato il legislatore europeo a rivedere la normativa riguardante gli appalti pubblici e le concessioni, al fine di inquadrare il fenomeno ed evidenziarne consonanze e criticità. Il tema degli appalti pubblici è strettamente legato al mercato, come la sua dimensione economica dimostra. E’ importante sottolineare tale legame per diverse ragioni. Anzitutto, perché rappresenta un fattore fondamentale per la competitività di un Paese, in considerazione dell’enorme quantità di risorse che è in grado di produrre. In secondo luogo, perché una buona gestione della procedura di gara consente alle pubbliche amministrazioni di acquisire beni, servizi e lavori di qualità a prezzi inferiori, in tempi ragionevoli, riducendo il contenzioso ed accrescendo l’efficienza dell’azione pubblica. Infine, per l’interesse di quegli operatori economici impegnati ad affermare il valore della concorrenza, che rappresenta il patrimonio comune tra settore pubblico e privato, in grado di orientare l’azione e le politiche degli appalti. 4

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Parole chiave

appalti
armonizzazione
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concessione
dialogo competitivo
direttiva comunitaria 18/2004
diritto amministrativo
francia
marché public
partenariato pubblico-privato
ppp

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