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Analisi e caratterizzazione di carte non collate, ossidate e sottoposte ad attacco fungino

Questa tesi si pone come obiettivo quello di indagare sulle modalità di attacco e degrado della carta sia da un punto di vista chimico, sia microbiologico.
Lo scopo, in particolare, è quello di verificare de la crescita di determinate specie fungine sia favorita o meno dalla presenza di gruppi ossidati (carbonilici o carbossilici), oppure se sono i funghi stessi ad operare un’ossidazione e quindi un ulteriore degrado sul supporto cartaceo. Altro quesito indagato da decenni dagli esperti del settore riguarda le modalità di formazione delle cosiddette macchie di “foxing”: si tratta di macchie di color bruno-rossiccio la cui origine può essere riassunta in due ambiti, quello chimico e quello biologico (oppure in entrambi contemporaneamente), anche se sono molte le variabili da tenere in onsiderazione e che intervengono nella formazione di questi spot.
Tuttavia, questa tesi si pone come obiettivo secondario quello verificare se sia possibile ricreare questi spot attraverso un attacco micotico. La carta utilizzata per la sperimentazione è carta giapponese, a differenza di quelle usate in studi precedenti che, normalmente, riportavano carte da scrittura di diversa produzione oppure carta Whatman da cromatografia, in cellulosa pura. Quanto alle modalità operative adoperate, si passa dall’ossidazione chimica indotta delle carte, alle tecniche di coltura microbiologica di due diverse specie fungine (Aspergillus sclerotiorum e Cladosporium spherospermum) sui campioni di carta, alla verifica tramite analisi chimico-fisiche quali FTIR in modalità ATR, misura del DP viscosimetrico, misura della perdita in peso a seguito di trattamenti chimici, unite all’osservazione con luce UV e con microscopio ottico a luce visibile ed alla misura di pH.

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- 1 - 1. SCOPO Questa tesi si pone come obiettivo quello di indagare sulle modalità di attacco e degrado della carta sia da un punto di vista chimico, sia microbiologico. Lo scopo, in particolare, è quello di verificare de la crescita di determinate specie fungine sia favorita o meno dalla presenza di gruppi ossidati (carbonilici o carbossilici), oppure se sono i funghi stessi ad operare un’ossidazione e quindi un ulteriore degrado sul supporto cartaceo. Altro quesito indagato da decenni dagli esperti del settore riguarda le modalità di formazione delle cosiddette macchie di “foxing”: si tratta di macchie di color bruno-rossiccio la cui origine può essere riassunta in due ambiti, quello chimico e quello biologico (oppure in entrambi contemporaneamente), anche se sono molte le variabili da tenere in considerazione e che intervengono nella formazione di questi spot. Tuttavia, questa tesi si pone come obiettivo secondario quello verificare se sia possibile ricreare questi spot attraverso un attacco micotico. Si tratta, quindi, di uno studio di natura duplice, che verrà esposto come tale anche nello sviluppo della trattazione. In realtà, questo testo non si limita a fornire soltanto un’applicazione di tecniche analitiche già diffusi nell’uno o nell’altro campo, al contrario illustra nuovi metodi di indagine nel campo dei beni culturali da un punto di vista microbiologico, ed introduce un protocollo operativo innovativo nel campo della caratterizzazione chimica dei supporti cartacei o cellulosici, da suggerire per futuri casi di studio similari. La carta utilizzata per la sperimentazione è carta giapponese, a differenza di quelle usate in studi precedenti che, normalmente, riportavano carte da scrittura di diversa produzione oppure carta Whatman da cromatografia, in cellulosa pura. Ci troviamo, quindi, in uno step intermedio: il grado di collatura qui è fortemente ridotto, come la quantità di lignina o di particolari sostanze incrostanti, ma di fattura non così pura come la carta Whatman. Il motivo della scelta di questo tipo di carta sta, di fatto, nella minor presenza di interferenti (collature, filler,… che potrebbero rivelarsi fonte di nutrimento per la crescita delle specie fungine scelte), pur tuttavia mantenendo una composizione modestamente varia di fibre naturali. Quanto alle modalità operative adoperate, si passa dall’ossidazione chimica indotta delle carte, alle tecniche di coltura microbiologica di due diverse specie fungine (Aspergillus sclerotiorum e Cladosporium spherospermum) sui campioni di carta, alla verifica tramite analisi chimico-fisiche quali FTIR in modalità ATR, misura del DP viscosimetrico, misura della perdita in peso a seguito di trattamenti chimici, unite all’osservazione con luce UV e con microscopio ottico a luce visibile ed alla misura di pH.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Elisa Gurian Contatta »

Composta da 97 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 710 click dal 10/02/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.