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L'iniziativa economica privata. Profili costituzionali.

La tesi pone in evidenza la pregnante rilevanza dell’iniziativa economica privata nella nostra Costituzione.
A tal fine sono stati esaminati gli articoli 41 e 43 della Costituzione che ne rappresentano lo statuto.
L’interpretazione sistematica degli articoli è finalizzata a mettere in evidenza la tutela costituzionale dell’iniziativa economica in un contesto che mira ad esaltare non più la posizione individualistica, ma il benessere della collettività. E’ solo attraverso il raggiungimento di questo benessere qualificato economico, anche se i problemi di ordine morale non ne restano certamente avulsi, che il singolo riuscirà a trovare piena soddisfazione ai propri bisogni.
La realizzazione di questo benessere è affidata allo Stato il quale può, nell’esercitare le sue funzioni, assume due posizioni: di supremazia o di parità verso i privati. Nel primo caso e nel nome del benessere economico collettivo, trovano giustificazione istituti quali l’espropriazione ed il coordinamento delle attività economiche pubbliche e private.
Questa posizione di supremazia dello Stato resta però imbrigliata nel riconoscimento costituzionale della libertà di iniziativa economica dello Stato. Questo, infatti, nell’intraprendere le attività assoggettate alla disciplina privatistica non può in nessun caso utilizzare la sua posizione di supremazia, ma dovrà condurle secondo regole proprie delle aziende privatistiche.
Vedremo, quindi, come il privato subisce sì dei limiti, ma in sostanza resta libera l’iniziativa di intraprendere un’attività economica.

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P R E M E S S A Con il presente lavoro mi propongo di porre in evidenza la pregnante rilevanza dell’iniziativa economica privata nella nostra Costituzione. A tal fine è indispensabile esaminare gli articoli 41 e 43 della Costituzione ( in verità analizzerò in specifico l’art. 41 e terrò presente l’art. 43 nel capitolo dedicato ai lavori dell’Assemblea Costituente), che ne rappresentano lo statuto. Tuttavia, per non limitarmi ad una mera esegesi dei suddetti articoli, è indispensabile procedere, come appunto farò nel primo capitolo, all’analisi dell’evoluzione storica dell’argomento. Procederò quindi all’interpretazione sistematica degli articoli cercando di mettere in evidenza la tutela costituzionale dell’iniziativa economica in un contesto che mira ad esaltare non più la posizione individualistica di cui fecero fermi paladini Spencer e Marshall, ma il benessere della collettività. E’ solo attraverso il raggiungimento di questo benessere qualificato economico, anche se i problemi di ordine morale non ne restano certamente avulsi, che il singolo riuscirà a trovare piena soddisfazione ai propri bisogni. La realizzazione di questo benessere è affidata allo Stato il quale può, nell’esercitare le sue funzioni, assume due posizioni: di supremazia o di parità verso i privati. Nel primo caso e nel nome del benessere economico collettivo, trovano giustificazione istituti quali l’espropriazione ed il coordinamento delle attività economiche pubbliche e private. Questa posizione di supremazia dello Stato resta però imbrigliata, contenuta, nel riconoscimento costituzionale della libertà di iniziativa economica dello Stato. Questo, infatti, nell’intraprendere le attività 1

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Marco Agarico Contatta »

Composta da 86 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.