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U.R.S.S.: affermazione dell'ideologia socialista attraverso i toponimi

Molti storici concordano sull’esistenza di una questione russa per la particolare realtà storico-culturale nazionale. Allo stesso modo, si potrebbe parlare anche di una questione dei toponimi russi. Colpisce infatti la specificità, l’esclusività del fenomeno di rinominazione tutto sovietico, e la sua natura così repentina e sistematica.Ho affrontato qs tema da un punto di vista che non fosse quello strettamente linguistico-etimologico, ma storico. Ho scelto quale campo di indagine la città di Mosca perchè ha rivestito il ruolo di capitale in momenti storici importanti ed è una città molto antica e perciò, secondo l’antica tradizione mitologica, espressione della vera, primordiale identità russa. Ho analizzato il suo sviluppo facendo un’ analisi storica condotta parallelamente a quella dei toponimi in modo da individuarne la natura e poterla poi paragonare a quella dei toponimi sovietici. Il periodo di indagine di questi ultimi va dalla Rivoluzione d’Ottobre fino al termine degli anni trenta La loro analisi e la comparazione sarà condotta sulla base di una mia precedente schedatura (vedi allegato) di tutti i nomi delle vie, piazze, vicoli, passaggi, boulevard, lungofiumi e vicoli ciechi.Ho infine osservato gli effetti che questo fenomeno di rinominazione ha avuto sulla geografia e soprattutto sulla società. potendo in conclusione affermare che la questione dei toponimi è una questione che esce dal suo campo più specifico, quello di definizione di uno spazio, per diventare determinante in quello ideologico, trasformandosi in una questione di stato, la sua funzione, da veicolo della memoria storica si trasforma in quella didattica;se prima un nome nasceva dalle reali e concrete esigenze di orientamento del popolo in seguito si è trasformato in un nome artificiale, fittizio, attentamente scelto e incontestabile; se prima era strettamente legato al luogo che rappresentava, ora è illegittimo, letteralmente appiccicato ad una delle tante vie;Questo perché i toponimi si sono trasformati in mezzi al servizio dell’ideologia socialista, ma non solo come semplici mezzi di propaganda di partito o di diffusione del culto delle personalità, ma come veri e propri strumenti di legittimazione del potere. Il governo comunista irrompe nella scena russa imponendosi come nuova guida del popolo e della nazione, con la pretesa di azzerare i conti con la storia e di iniziare una nuova epoca. Il potere non solo monopolizza lo spazio annullando la geografia, ma cancella anche la memoria storica, tutto questo a grave discapito dell’identità del Paese e del suo popolo. Eliminando gli antichi toponimi e utilizzando sempre e ovunque gli stessi si rende una città uguale all’altra.I nomi delle vie penetrano nelle menti condizionandone il pensiero, danno faziose lezioni di storia, di giustizia, di politica e persino di vita. Legittimazione dunque è la parola chiave. Che non si tratta semplicemente di culto lo si capisce dalla fretta con cui il potere ha provveduto all’eliminazione dei nomi antichi dal procedere parallelo del ritmo iconoclasta con quello degli avvenimenti storici. Inoltre all’interno dei toponimi esiste una precisa gerarchia i cui personaggi e la loro posizione cambia con il cambiare del momento storico. Il carattere ridondante, il ripetersi con "terribile familiarità”, per citare le parole di V.V. Majakovskij, dei toponimi sovietici in ogni città o paese dell’Unione Sovietica è un chiaro segno di una politica che mira a inculcarsi nelle menti impedendo di ricordare qualcosa di diverso.Moltissimi critici storici concordano nel definire il dominio del regime comunista non solo un dominio fisico del Paese, ma soprattutto, un dominio mentale del suo popolo.Trasformata in un grande laboratorio per un esperimento ideologico che non trova pari, secondo un processo che non si può certo definire di naturale sviluppo e crescita al pari dei tempi che cambiano, ma piuttosto fatto di violente amputazioni e grottesche ricostruzioni,la Russia ne esce geneticamente modificata, non solo a livello nazionale ma anche nel suo rapporto con l’Europa.Dovrebbe ora compiere una vera rivoluzione, profonda e collettiva per ribellarsi a tale dominio opponendosi con la forza della memoria; il ritorno agli originali rappresenta il forte desiderio di riappropriarsi del proprio passato, della propria vera identità soffocata per circa settant’anni. Il processo è lungo e delicato soprattutto se si pensa che a dover decidere sul ripristino dei nomi antichi e la sorte di quelli “sovietici” sono sempre personaggi russi vissuti e quindi formatisi in questo Paese e in quei periodi, che esistono pareri ideologicamente diversi, diverse correnti di pensiero e correnti politiche.Riportare a galla antichi toponimi e decidere quale dei nuovi siano "innocui" è molto delicato; scegliere un nome significa eliminarne un altro, ancora e sempre in nome di un senso della storia.

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INTRODUZIONE Molti storici concordano sull’esistenza di una “questione russa” per la particolare realtà storico-culturale nazionale soprattutto se vista nel suo rapporto con l’Europa. Allo stesso modo, per gli stessi motivi si potrebbe parlare anche di una “questione dei toponimi russi”. Per noi italiani, per noi europei o ancora più genericamente per noi occidentali la questione dei toponimi si limiterebbe, ad una, seppur interessante, ricerca storica o etimologica; probabilmente, soprattutto per chi non si interessa o non conosce la storia russa, sembrerebbe strano dover considerare i toponimi sotto un aspetto che non sia quello appena citato. In Russia la situazione è molto diversa e più complessa. Il cambiamento dei nomi delle città, villaggi, paesi e all’interno di essi dei nomi delle vie, ambito che osserverò in modo particolare, avvenuto così repentinamente e così sistematicamente dopo la Rivoluzione del 1917 è stato un fenomeno talmente significativo ed esclusivo per la sua portata e per i suoi contenuti che merita di essere approfondito. All’inizio della mia ricerca ciò che ha alimentato maggiormente il mio interesse è stata proprio questa specificità del fenomeno, il fatto che tali cambiamenti, tali rinominazioni così radicali e violente siano avvenute proprio nella Russia sovietica, durante il regime comunista. Nell’analisi di tale fenomeno ho scelto quale campo di indagine la realtà moscovita. La città di Mosca è una città molto antica, il suo primo riscontro storiografico infatti risale al 1147; essa ha rivestito il ruolo di capitale in momenti importanti della storia e questo ha fatto di lei il mio campione di indagine ideale. È l’antica capitale e quindi secondo l’antica I

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Simona Colombo Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2123 click dal 24/02/2010.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.