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Studio della sensibilità materna e dell'educatrice e gli strumenti di valutazione: la chiave per un legame di attaccamento sicuro

Il mio lavoro di tesi è finalizzato a mettere in risalto l’importanza di un aspetto specifico del comportamento adulto nei confronti del bambino: la sensibilità, come fattore determinante sia nella costruzione di un legame di attaccamento sicuro sia nello sviluppo emotivo, cognitivo e linguistico del bambino. Ogni essere umano ha una bisogno, geneticamente determinato, di entrare in contatto con l’altro, un bisogno di affetto, comprensione e sicurezza che secondo lo psichiatra e psicoanalista John Bowlby rappresenta l’elemento essenziale per la sopravvivenza della specie umana. Secondo il livello di sensibilità è possibile che si stabiliscano legami di attaccamento sicuri e insicuri, derivanti anche dalle esperienze di attaccamento vissute dal genitore durante l’infanzia. I diversi studiosi si sono preoccupati di valutare la sensibilità attraverso strumenti, descritti nel terzo capitolo, quali l’Emotional Availability Scale, l’Ainsworth Maternal Sensitivity Scale e il Maternal Behavior Q-Set. Grazie a tali strumenti, costituiti da una serie di scale, è possibile rilevare le risposte contingenti e appropriate dell’adulto ai segnali del bambino, la capacità di cogliere il momento giusto per iniziare l’interazione, la disponibilità fisica e psicologica e il livello di affettività che caratterizza la relazione.

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Introduzione La vita di ogni essere umano Ł caratterizzata dalla presenza di legami affettivi. Sin dalla nascita, il bambino Ł capace di interagire con il mondo che lo circonda, sviluppando la prima forma di interazione con la madre, riuscendo a discriminarla da un estraneo fin dalla seconda settimana di vita. A sua volta, la mamma si pone in relazione con il proprio piccolo, in base alla sua capacit di percepire i segnali comunicati vi ed emotivi del bambino e rispondervi adeguatamente. Secondo il livello di sensibilit materna Ł possibile che si stabiliscano legami sicuri o insicuri, derivanti anche dall esperienze di attaccamento vissute dal genitore durante l infanzia e dalle rappresentazioni mentali che la madre si Ł costruita di sØ stessa e del proprio bambino, che Bowlby definisce Modelli Operativi Interni (Internal Working Models). A questo proposito, nel proporre la teoria dell attaccamento , che sar presentata nel primo capitolo, Bowlby ha affermato il carattere intergenerazionale con cui il legame d attaccamento viene trasmesso da nonno a genitore, da genitore a figlio. Alcuni aspetti del comportamento materno come la voce, gli occhi, il sorriso sempre disponibili, costituiscono dei punti fermi per far s che il bambino cominci a conoscere l ambiente, a comunicare e a stabilire un contatto positivo con il mondo. Al contrario, esperienze discontinue e con un caregiver poco disponibile, impediscono al piccolo di sperimentare il piacere del contatto fisico e visivo e di conoscere il mondo esterno. Di conseguenza il bambino, sulla base delle proprie esperienze relazionali con il caregiver, costruir delle rappresentazioni mentali di sØ e degli altri. La madre biologica rappresenta la piø importante, ma non l unica persona, con cui il bambino stabilisce un legame di attaccamento. Una revisione della teoria della monotropia, ha spinto ad affermare che il bambino Ł un soggetto attivo, capace di instaurare relazioni significative con

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Carmela Di Biase Contatta »

Composta da 88 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.