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L'alleanza invisibile. Il difficile rapporto tra Arabia Saudita e Stati Uniti

Nonostante le alleanze siano il fenomeno, con il conflitto e la guerra, più emblematico e ricorrente, forse persino il più frequente, del sistema internazionale, le Relazioni Internazionali hanno elaborato negli anni teorie e modelli(la Teoria delle Alleanze) che non di rado danno l’impressione di essere limitati e superficiali rispetto alle mille varianti di una prassi mutevole e talvolta sorprendente. La rete globale di alleanze che gli Stati Uniti hanno intessuto dopo il 1945 si caratterizza per una eterogeneità che sembra comprendere tutte le forme che fino ad ora hanno disorientato i politologi. Scopo della tesi è l’analisi del fenomeno delle alleanze attraverso lo studio del caso di tipo interpretativo. Il tentativo sarà quindi duplice: ricostruire(non costruire, non è questo l’oggetto della ricerca) una tipizzazione credibile del fenomeno delle alleanze, tentando di inserirvi l’alleanza saudi-americana in modo da farne quadrare tutte le contraddizioni, ma anche individuare le caratteristiche peculiari di questo rapporto, che ne rendono il funzionamento diverso da quello di qualsiasi altra alleanza che presenti caratteristiche simili. Particolare attenzione è stata posta alle ragioni dello scambio tra gli alleati, alla spiegazione delle tensioni classiche derivanti dai dilemmi delle alleanze, e al ruolo peculiare dell'ideologia per la tenuta di questo difficile rapporto.

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Introduzione: Alleati col nemico? L‟esplosione dell‟islamismo radicale alla fine del XX secolo, e in particolare dopo gli attentati dell‟11 settembre 2001 ha dato il via negli Stati Uniti ad una seria riflessione sui rapporti con l‟Arabia Saudita, considerata, non senza qualche limitato elemento di verità, “l‟origine del male”, sia in termini ideologici che finanziari. La comunità accademica statunitense si è riempita di ricerche, articoli e conferenze che hanno riletto decenni di rapporti per svelare il dilemma: l‟Arabia Saudita è un sicuro alleato degli Stati Uniti? O è una specie di “doppiogiochista”, che si serve dell‟America almeno quanto si serve dei suoi nemici, pur di mantenere al potere una dinastia corrotta e inefficiente? Ciò che mi ha attratto di quest‟alleanza, ovviamente, è proprio la grande distanza tra i sistemi politico- ideologici e valoriali dei due stati che la compongono. Un alleanza duratura e relativamente efficiente che smentisce la presunta incompatibilità tra i “due mondi”, il regno del consumismo, del secolarismo e dei diritti umani e il regno islamico per eccellenza, dove nemmeno agli infedeli è permesso di non essere dei perfetti musulmani, spingendomi a cercare quali profonde regolarità, legate al fenomeno delle alleanze, stessero dietro a questo incontro. Nonostante le alleanze siano il fenomeno, con il conflitto e la guerra, più emblematico e ricorrente, forse persino il più frequente, del sistema internazionale, le Relazioni Internazionali hanno elaborato negli anni teorie e modelli(la Teoria delle Alleanze) che non di rado danno l‟impressione di essere limitati e superficiali rispetto alle mille varianti di una prassi mutevole e talvolta sorprendente. La rete globale di alleanze che gli Stati Uniti hanno intessuto dopo il 1945 si caratterizza per una eterogeneità che sembra comprendere tutte le forme che fino ad ora hanno disorientato i politologi. A comunità permanenti di valori e di principi morali, con forme di contrattazione ritualizzate ed istituzionalizzate, si affiancano classiche alleanze bilaterali, con paesi con i quali si condividono interessi di dimensione regionale o globale. Scopo della tesi è l‟analisi del fenomeno delle alleanze attraverso lo studio del caso di tipo interpretativo. Il tentativo sarà quindi duplice: ricostruire(non costruire, non è questo l‟oggetto della ricerca) una tipizzazione credibile del fenomeno delle

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Nicolo' Raico Contatta »

Composta da 73 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.