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Teoria delle decisioni e razionalità

La tesi si prefigge come obiettivo l'introduzione alla teoria delle decisioni, dalle origini della teoria della scelta razionale alla critiche apportate dal modello della razionalità limitata.
vengono messe in luce i limiti normativi e descrittivi del modello di decisore classico nato in ambito ingegneristico economico dall'opera di Von Neumann e Morgenstern.

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4 INTRODUZIONE. Che cos'è la Decision Theory La Decision Theory, come dice il nome stesso, è una teoria che ha come oggetto di studio le decisioni. La Decision Theory è una disciplina altamente interdisciplinare: se originariamente essa era campo di studio soprattutto di matematici, statistici ed economisti, durante il secolo scorso è diventata soggetto di interesse anche di logici, psicologi e filosofi. Michael Resnik nel suo testo introduttivo alla disciplina propone una definizione della Decision Theory come “l'insieme delle teorie matematiche, logiche e filosofiche relative al prendere decisioni da parte di individui razionali – singoli, in competizione e gruppi. Dal mio punto di vista la Decision Theory include la teoria dell'utilità, la teoria dei giochi e la teoria delle scelte sociali.” 1 Le origini della Decision Theory si fanno risalire tra diciassettesimo e diciottesimo secolo, ed in particolare all'opera dei filosofi e matematici francesi Blaise Pascal, Daniel Bernoulli e al Conte di Condorcet. Il merito di Pascal fu di avviare lo studio delle probabilità insieme al matematico Fermat, i quali introdussero e svilupparono il concetto di speranza matematica o valore atteso. Tale concetto fu proposto per cercare di risolvere questioni legate al gioco d'azzardo che il cavaliere di Merè sottopose all'attenzione dell'amico Pascal. Il cavaliere di Merè era alla ricerca di un criterio che garantisse una corretta suddivisione delle vincite in caso di una partita incompiuta. Pascal propose una soluzione con il “principio generale per il quale il valore di una partita per ciascun giocatore corrispondesse alla somma delle vincite possibili, moltiplicate per le loro probabilità di occorrenza, a cui devono essere sottratte le perdite possibili a loro volta ponderate”. 2 Per fare un semplice esempio, il valore atteso di una scommessa riguardante il lancio di una moneta non truccata, che prevede una vincita di 10€ nel caso esca testa e una vincita nulla nel caso esca croce, si calcola nel modo seguente: VA = 10×1/2 + 0×1/2= 5. 1 Resnik [1990], p.1. 2 Oliverio [2007], p. 23.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Filosofia

Autore: Davide Natale Contatta »

Composta da 216 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.