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Marcel Duchamp e l'erotismo

Ciò che mi propongo di conseguire in questo approfondimento è una visione d’insieme del lavoro di Duchamp, con una messa a fuoco sulle tematiche più scottanti e più rilevanti dal punto di vista filosofico.

Partendo dal primo capitolo di carattere generale sulla poetica duchampiana, proseguo illustrando il primo passo dell’autore: quello della distruzione del significato del termine “arte”.
Il compito –che intraprende insieme al gruppo dei surrealisti prima e dei dadaisti poi- è quello di radere al suolo la concezione tradizionale dell’arte, fatta di vista e di bellezza, un’arte innocua, al servizio del mercato, creata dal fatidico genio, considerato uomo di superiore sensibilità e capacità tecniche.
Duchamp si oppone, in quanto l’arte è più di questo: l’arte sta anche nel vuoto, nella pausa o nell’oggetto più comune, è libera da convenzioni e volontà umane, non è categorizzabile né mercificabile.

Successivamente, Duchamp si occuperà di rimodellare il linguaggio a suo piacimento, per conseguire i suoi scopi che vanno oltre il quotidiano, il banale, il conosciuto. Il suo linguaggio si colloca in una dimensione nuova, al di là dell’orizzonte di senso, e funge da componente fondamentale per il raggiungimento del corretto punto di vista sulla sua opera.

Nel quinto capitolo analizzo i temi fondamentali di questa tesi, l’erotismo e la femminilità, mettendoli in relazione da una parte con le opere di Duchamp attraverso l’acuta analisi di Octavio Paz, dall’altra con il pensiero di Georges Bataille e il pensiero filosofico nella sua totalità.

Il lavoro si conclude col capitolo dedicato al guardante, in opposizione a spettatore, per accentuarne il ruolo attivo.
Come in un vero rapporto amoroso, anche l’opera di Duchamp si svela e si dona solo a colui il quale l’ha conquistata, attraverso un arduo corteggiamento che consiste nel mettere in dubbio ogni preconcetto e nel costruire la consapevolezza dell’esistenza di una verità sempre mutevole, cangiante, vibrante.

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1.  INTRODUZIONE     «Le  credenze  e  i  giudizi  sono  valori  spaventosi,   lȂž—ica  cosa  seria  è  lȂŽrotismo  che,  soggiacente  o  no,   è  sempre  presente  nella  mia  opera.» 1       <<Il  fatto  di  introdurre  •Ȃerotismo  nella  vita   sia  lȂž—ica  scusa  per  fare  qualsiasi  cosa.   Ȃerotismo  è  vicino  alla  vita,   più  vicino  della  filosofia   o  di  altre  cose  del  genere> 2         Durante   lȂanno   trascorso   presso   lȂžniversità   Autonoma   di   Madrid   seguii  un  corso  intitolato  ȃMovimientos  y  figuras  del  arte  contemporane-­‐‑   oȄ.  Il  professore  era  Juan  Antonio  Ramirez,  autore  del  libro  Duchamp:   el  amor  y  la  muerte,  incluso.  Lessi  il  suo  libro  per  interesse  personale  e   trovai  molti   spunti   interessanti  per  un  approccio  non  solo  storiogra-­‐‑   fico  o  critico,  ma  filosofico.   Per   lo   stesso   corso   lessi   pure  Art   after   Philosophy   de••Ȃartista   Joseph   Kosuth,  nel  quale  egli  espone  la  tesi  per   la  quale  lȂarte,  e  soprattutto   •Ȃarte   concettuale,   sarebbe   la   continuazione   della   filosofia.   Questo   pensiero  si  può  considerarŽȱ•Ȃestrema  conseguenza  delle  tendenze  di   de-­‐‑mistificazione   dellȂestetica   e   dellȂopera   dȂŠrte.   LȂŠrte   concettuale   si  situa  così  al  culmine  di  una  tendenza  che  ha  attraversato  intensa-­‐‑   mente   tutta   le  prima  parte  del  Novecento  da  Duchamp   in  poi,   ten-­‐‑       1   Marcel Duchamp, Scritti, Abscondita, Milano, 2005, p.175. 2   A. SCHWARZ, The complete works of Marcel Duchamp, Thames & Hudson, London, 1969, p.267 [la traduzione è mia] 3

Diploma di Laurea

Facoltà: Filosofia

Autore: Giulia Bazzanella Contatta »

Composta da 63 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.