Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

The Translator di Leila Aboulela: lo sguardo dell’Oriente sull’Occidente

Lo sguardo dell’Oriente sull’Occidente

In The Translator , il primo romanzo di Leila Aboulela, vediamo delinearsi lo stile e le tematiche che caratterizzeranno i successivi lavori della scrittrice. Il romanzo, così come The Museum e Minaret , si focalizza sull’esperienza dell’orientale in Occidente, entrando a far parte di quel filone ancora poco sviluppato nella letteratura post-coloniale che non ritrae più le «Western conceptions of the Orient» ma, al contrario, descrive la concezione orientale dell’occidente. In questi lavori è l’oriente che rende visita all’occidente , cercando di analizzarlo e capirlo con i propri occhi e con la propria eredità culturale.
Il libro descrive la condizione di Sammar, nata ad Aberdeen da genitori sudanesi, che per una serie di vicissitudini si è trovata a vivere tra l’uno e l’altro luogo (la Scozia e il Sudan), e che nel momento in cui la vicenda ha inizio è di nuovo ad Aberdeen, in uno stato di completo abbandono. In Scozia si sente una sorta di esiliata volontaria, lacerata tra due mondi e due culture, provata da un forte bisogno di appartenenza ma incapace di capire quale sia la sua vera patria. Nonostante il racconto sia in terza persona, il punto di vista è sempre interno alla protagonista, per cui il mondo descritto nel romanzo è filtrato attraverso gli occhi e la coscienza di una donna musulmana. Sammar e le donne di The Museum e Minaret sono personaggi in bilico tra il proprio paese d’origine e il nuovo paese con cui si devono confrontare. Lo sguardo dell’Oriente sull’Occidente è perciò il filo conduttore che lega i lavori della scrittrice, uno sguardo sempre femminile, critico e consapevole. L’obiettivo finale delle protagoniste si scopre essere non quello di diventare delle perfette donne moderne occidentali, bensì di riuscire a mantenere la propria identità culturale e religiosa e di instaurare allo stesso tempo una comunicazione sincera con la patria di adozione.
Separare la storia personale della scrittrice dalle sue protagoniste è per questo impossibile. Leila Aboulela è nata a Il Cairo nel 1964, da madre egiziana e padre sudanese, è cresciuta a Karthum ma si è poi trasferita a Londra, per continuare gli studi, e ad Aberdeen, dove ha insegnato e iniziato a scrivere; attualmente vive e insegna ad Abu Dhabi con il marito. Anche lei perciò ha vissuto l’esperienza di immigrata musulmana in un paese anglosassone, e come le sue protagoniste la sua vera patria non corrisponde a un determinato luogo geografico. Come confermato da una serie di interviste e lavori della scrittrice, e come vedremo più avanti, è la sola fede nell’Islam a rappresentare per lei un punto di riferimento saldo e imprescindibile. Le storie di L. Aboulela infatti narrano di donne musulmane ordinarie, piene di dubbi e contraddizioni, che cercano di praticare la loro fede in circostanze difficili e si mettono continuamente in discussione nella ricerca della propria identità. Per loro, e per la scrittrice, l’identità religiosa conferisce una stabilità maggiore dell’identità nazionale poiché, come ha dichiarato l’autrice, «I can carry it with me wherever I go, whereas the other things can easily be taken away from me» .
Fede, identità culturale, bisogno di appartenenza, necessità di comunicazione: tutto questo comincia e si sviluppa in The Translator.

Mostra/Nascondi contenuto.
L riente sull ccidente 1 In The Translator , il primo romanzo di Leila Aboulela, vediamo delinearsi lo stile e le tematiche che caratterizzeranno i successivi lavori della scrittrice. Il 2 3 romanzo, così come The Museum e Minaret , si focalizza Occidente, entrando a far parte di quel filone ancora poco sviluppato nella letteratura post-coloniale che non ritrae più le «Western 4 conceptions of the Orient» ma, al contrario, descrive la concezione orientale 5 riente che rende visita al ccidente , cercando di analizzarlo e capirlo con i propri occhi e con la propria eredità culturale. Il libro descrive la condizione di Sammar, nata ad Aberdeen da genitori sudanesi, che per una serie di vicissitudini si è trovata a luogo (la Scozia e il Sudan), e che nel momento in cui la vicenda ha inizio è di nuovo ad Aberdeen, in uno stato di completo abbandono. In Scozia si sente una sorta di esiliata volontaria, lacerata tra due mondi e due culture, provata da un forte bisogno di appartenenza ma incapace di capire quale sia la sua vera patria. Nonostante il racconto sia in terza persona, il punto di vista è sempre interno alla protagonista, per cui il mondo descritto nel romanzo è filtrato attraverso gli occhi e la coscienza di una donna musulmana. Sammar e le donne di The Museum e Minaret sono personaggi e il nuovo paese con cui si devono confrontare. Lo è perciò il filo conduttore che lega i lavori della scrittrice, uno sguardo sempre femminile, critico e consapevole. L ttivo finale delle protagoniste si scopre essere non quello di diventare delle perfette donne moderne occidentali, bensì di riuscire a mantenere la propria identità culturale e religiosa e di instaurare allo stesso tempo una comunicazione sincera con la patria di adozione.                                                                                                                           1  e     e      2002  ed  è       e              k      2006.   2         e   e           2000  e      a          2001.   3          2005.   4  E.  d,   ,  Pn,  H  1991.   5  J.  McEn,    ,    L  A ,  ww.. ,  De  2008.   III     brmecinetneinlomalsiw»aelluboaleibyroatlsanrTheT«wathrwondsomraiuengmsiltaneirOiaSlneoatcilbpubozanmoRldetshgiLderuoloCtalocacrlneloatciblpubeentmvaisescucslnegnitirWnacirfArofziarPniCadelerotincivntooaccRlneesmiTroYwNeldareaYethfokooBlbatNoettoeltotaslneezirPgnarOrotalsnarThT

Tesi di Master

Autore: Claudia Ortenzi Contatta »

Composta da 49 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 981 click dal 04/03/2010.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.