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Immigrazione, mercato e lavoro sommerso

Informazioni tesi

  Autore: Bledar Plaku
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli studi del Molise
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Nicola  De Marinis
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 64

Il fenomeno migratorio è uno delle problematiche di notevole attualità nella recente storia Italiana. L’immigrazione divenne un fenomeno inarrestabile dagli inizi degli anni ’90, per la coesistenza di diversi fattori di natura politico – economica per diversi endogeni di attrazione, per l’abbattimento delle frontiere nei paesi dell’est Europa che servi da potente spinta esterna. L’importanza dell’immigrazione sta sotto gli occhi di tutti, la loro importanza in ordine allo svecchiamento della popolazione, il contributo che danno al sistema previdenziale, e la loro stessa collocazione nel mercato del lavoro, coprendo buchi generazionali e facendo mestieri che nessuno vuol fare, ne è un riflesso. Con riguardo alla legislazione, come ho voluto sottolineare anche nella trattazione, il primo passo verso una legislazione sistemica in materia si ebbe nel 1990 con il varo della legge Martelli. Questa legge ha una notevole importanza nel contesto, innanzi tutto perche per la prima volta il legislatore diede una risposta sistemica alle molteplici problematiche che cateterizzano l’immigrazione e poi cosa ben più importante servi da cantiere per le successive leggi. Notevole importanza ebbe l’introduzione della programmazione delle quote d’ingresso, come primo strumento volto al controllo del fenomeno. Sulle fondamenta della legge Martelli venne emanata la legge 40/1998 la cosiddetta Turco – Napolitano che migliorò notevolmente il sistema legislativo messo su dalla legge Martelli. Molte di queste norme sono state recepite anche dalla normativa attualmente in vigore, dalla legge 230/2002, la “Bossi-Fini”, tuttavia bisogna sottolineare che gli sforzi del legislatore italiano non vanno visti disgiunti dalla normativa Europea in materia. Ma l’immigrazione non è solamente una risorsa, ma anche un fenomeno in sé molto complesso. Uno dei problemi principali legati allo stesso è il legame con il sommerso. Su questo punto gli autori sono particolarmente divisi, c’è chi considera l’esistenza dell’immigrazione e di quella categoria di clandestini in particolare, come causa principale dell’esistenza e della diffusione del lavoro sommerso. Altri invece tendono a trattare gli immigrati come vittime dello stesso fenomeno. Notevole importanza a questo punto riveste il fenomeno del caporalato, una piaga che trova le sue radici nella storia e che esiste ancora oggi. Il caporalato nelle sue molteplici forme di espressione che vanno dalla semplice somministrazione non autorizzata di manodopera, e fino alla riduzione in schiavitù, ha trovato terreno fertile e nuove vittime molto appetibili ”gli immigrati”, soprattutto quelli clandestini. La diffusione del fenomeno si può dire che è allarmante, è presente in tutt’Italia, nei settori più dolenti e con più alto grado di sommerso: agricoltura, edilizia. I diversi governi che si sono succeduti negli anni hanno usato diversi strumenti finalizzati all’emersione del sommerso. In questo ambito le misure propriamente legislative occupano un ruolo importante ma tutto ciò non basta.
La lotta a questo fenomeno richiede un sforzo notevole da parte di tutti gli attori coinvolti: lavoratori, datori di lavoro, parti sociali e soprattutto da parte del legislatore.

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4 INTRODUZIONE L‟immigrazione non è un fenomeno nuovo o recente, esso è stato sempre presente in tutte le società, in tutte le epoche, in tutte le fasi anche della storia Italiana, lontana e recente. Si ha però l‟impressione che lo si voglia trattare come qualcosa di nuovo, mai visto; di una situazione temporanea ed estranea alla realtà di appartenenza, qualcosa che si fa fatica ad accettare o assimilare. Il mio punto di vista, che è quello di chi è parte del fenomeno, è che quello che manca oggi agli addetti ai lavori è una cosa forse importante: la mancanza di una visione d‟insieme del fenomeno Immigrazione. Si capisce subito, dai principi su cui si basano le diverse norme e leggi emanate in materia d‟immigrazione, da quando ci si è resi conto che oramai era una realtà non più possibile da trascurare, dal modo in cui è trattato l‟argomento nell‟agenda politica, nell‟informazione e non solo. Eppure tutti sono coscienti del valore che l‟immigrazione ha in se : senza il contributo degli immigrati molti mestieri non verrebbero svolti, le imprese non avrebbero più manodopera, gli anziani non sarebbero più accuditi, tutto il sistema contributivo perderebbe una fonte importantissima per la sua stessa esistenza. Tutti lo sanno, ma …. L‟intenzione di questa trattazione non è quella di entrare nel merito delle questioni politiche o sociali che stanno alla base di questa o quella scelta. Il mio intento è di dare un contributo – per quella che è anche la mia esperienza d‟immigrato - alla comprensione del fenomeno, tentando una lettura su più piani; in un‟ottica più complessa, cercando di valutare tutti gli aspetti che lo caratterizzano, economico – giuridico - sociale. Partendo da un punto di vista puramente storico del fenomeno e soprattutto ponendo l‟accento su un particolare del caso italiano: “da terra di migranti a terra d'accoglienza”. Particolare attenzione sarà riservata alla normativa in materia d‟immigrazione, alle linee guida della “Bossi-Fini” che è lo strumento principale con cui oggi si cerca di governare il fenomeno. L‟importanza dell‟immigrazione non è solo economica ma anche demografica, infatti, essa contribuisce allo svecchiamento e all‟abbassamento dell‟eta‟ media della popolazione italiana. A mio avviso, la parte più importante di questa trattazione è quella del lavoro sommerso in tutte le sue forme, il suo peso sull‟economia reale e l‟impatto sociale che ne consegue. Si cercherà di dare risposta ad un quesito molto importante: gli immigrati sono “causa” del lavoro sommerso o “vittime” dello stesso? Una parte non meno importante è quella del quadro legislativo per la lotta a

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