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Che cosa posso sperare? La forma della fede nella filosofia kantiana

Tra le celebri domande alle quali si riduce la filosofia secondo Kant ve n'è una, determinante, che recita: "Che cosa posso sperare"?. A questo quesito risponde la filosofia della religione. Il presente lavoro affronta il percorso etico-religioso del filosofo tedesco alla luce delle opere maggiori - Critica della ragion pratica, Critica del Giudizio e La religione entro i limiti della sola ragione - ma al contempo valorizza scritti meno noti come il Nachscrift sulla filosofia della religione del biennio 1783-1784 o il saggio escatologico dal titolo La fine di tutte le cose. La religione morale kantiana viene investigata privilegiando il punto di vista del concetto di Fede (Glauben), che si declina in molteplici forme: fede razionale pura, fede morale, fede riflettente.
La prospettiva kantiana ha grande valore per la contemporaneità, soggetta spesso al fanatismo delle chiese e al fideismo, oltre che ad un ateismo pregiudiziale e contrario alla struttura stessa della Ragione.

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Introduzione Le ragioni dell’elaborazione di una tesi su Immanuel Kant possono essere molteplici. Alcune di esse appartengono alle aspirazioni e ai doveri minimi di uno studente che sia al tempo stesso anche uno studioso, che vada cioè oltre il semplice voto scritto sul libretto universitario e il superamento dell’esame: l’approfondimento critico di un classico, il ripensare se stessi e il proprio “atteggiamento filosofico” attraverso le categorie di un pensatore universale, l’attualizzazione di quel filosofo e delle sue ragioni alla luce delle modificazioni della società civile, mediate dall’intelligencija europea e mondiale a noi contemporanea. Ora, non si può prescindere da un filosofo del “peso specifico” di Kant, e al tempo stesso non si può non pensare oltre Kant, riutilizzando l’espressione di un diffuso topos storiografico, anche se le tesi di laurea redatte sulla Critica della ragion pura o sulla Critica della ragion pratica sono così tante che, all’occhio dell’osservatore, sembra impossibile dire “qualcosa di nuovo”, contribuire sensibilmente allo sviluppo dell’immensa mole di studi kantiani. E’ certamente un’impresa disperata voler comporre un elaborato originale e creativo su Kant. Perciò è opportuno dare le ragioni delle mie motivazioni personali, direi persino esistenziali, che mi hanno spinto a scrivere una tesi specialistica sulla filosofia della religione kantiana. Johann Fichte sosteneva che la scelta di una filosofia dipende sempre dal proprio carattere e dalla propria personalità, e non soltanto da freddi motivi intellettuali e scientifici. Si sceglie di seguire il percorso di un filosofo perché ci si sente intellettualmente e spiritualmente vicini a lui, con la convinzione che capire la filosofia in questione aiuterà a capire se stessi. L’interesse per Immanuel Kant è sorto in me da più di tre anni, in maniera intensa e non semplicemente per motivi di studio. 5

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Fabio Elemento Contatta »

Composta da 223 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.