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Il MiFID

Informazioni tesi

  Autore: Erika Ruffini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Teramo
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze dell'economia e della gestione aziendale
  Relatore: Giorgio Horeczko
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 85

L’oggetto della mia tesi è stato quello di vedere da vicino cos’è la MiFID e, in particolare, quello di analizzare quali sono le novità che la stessa ha apportato per il mondo degli intermediari, dei mercati e degli investitori. La MiFID è la direttiva 2004/39/CEE del Parlamento e del Consiglio Europeo del 21 aprile 2004. E’ entrata in vigore poco più di due anni fa, il 1 novembre 2007, in tutti i paesi dello Spazio Economico Europeo (SEE, vale a dire i 27 paesi membri dell’UE più Islanda, Norvegia e Liechtenstein) ed è conosciuta con tale denominazione in quanto MiFID è un acronimo inglese che sta per “Markets in Financial Instruments Directive” – letteralmente “direttiva dei mercati e degli strumenti finanziari”. La direttiva rientra tra le più importanti, o meglio è la più importante, tra quelle previste dal FSAP – il Piano Comunitario di Azione per i servizi finanziari - adottato nel 1999 - dieci anni fa – dalla Commissione Europea. Tale piano costituisce la politica generale più rilevante tra quelle adottate in passato per un mercato dei servizi finanziari unico e pienamente integrato a livello europeo, che consentisse la creazione di un effettivo “level playing field” – un campo perfettamente livellato – in modo tale che tutti gli operatori del mercato avessero le stesse opportunità. Per attuare i provvedimenti previsti dal FSAP (più di 40) è stata adottata la procedura Lamfalussy, grazie alla quale è stato possibile snellire il processo legislativo e, quindi, accrescere la trasparenza e l’efficienza del processo di regolamentazione dell’UE nel settore dei valori mobiliari. Andando oggi ad esaminare il quadro finanziario europeo, possiamo vedere che negli ultimi 10 anni il mercato europeo è divenuto più ampio e complesso: l’introduzione dell’euro ha favorito l’aumento della libertà dei capitali, sono aumentate le attività cross border di alcuni intermediari finanziari, sono cresciuti gli scambi internazionali di titoli, si sono internazionalizzate le borse e sono nati nuovi sistemi alternativi di esecuzione delle transazioni. L’evoluzione del mercato finanziario europeo ha visto aumentare, quindi, il numero di investitori attivi e la complessità della gamma e dei servizi offerti accanto a quelli tradizionali. La vecchia disciplina non era più sufficiente: si avvertiva sempre più l’esigenza di una nuova regolamentazione “al passo con i tempi”, che fosse, cioè, adeguata al nuovo quadro finanziario e ai molteplici cambiamenti della società e dei mercati. La MiFID risponde a tali esigenze, ponendo una nuova regolamentazione nel settore dell’intermediazione finanziaria uniforme per tutti i paesi dell’UE, che ridisegna le regole della concorrenza, della trasparenza nelle negoziazioni e nei rapporti con la clientela e della stabilità finanziaria ed operativa degli intermediari – “una nuova regolamentazione per le imprese di investimento, per la concorrenza e per la sicurezza e la tutela degli investitori”. Le nuove disposizioni poste dalla direttiva integrano, sostituiscono ed in parte completano quelle stabilite dalla previgente normativa. La MiFID rappresenta, dunque, la nuova disciplina dei mercati e degli strumenti finanziari: innova completamente il mondo della Finanza e riorganizza i mercati finanziari al fine si stimolare lo sviluppo delle negoziazioni dei prodotti finanziari oltre i confini nazionali, pur sempre nel pieno rispetto dei principi di correttezza, di integrità e, soprattutto, di elevata tutela per gli investitori. Ed è proprio quest’ultimo aspetto una delle novità più importanti previste dalla direttiva: la MiFID si pone l’obiettivo primario di incrementare il sistema di garanzie e di tutela per gli investitori. Il cliente che ha investito in prodotti finanziari o stia valutando tale eventualità, ha avuto o avrà sicuramente il “piacere” di venire a contatto con le novità MiFID. Queste, però, riguardano solo alcuni dei prodotti finanziari posseduti da un investitore, quali: azioni, obbligazioni, derivati e quote di fondi d’investimento. Non si riferiscono, quindi, a depositi o a prestiti, né a prodotti assicurativi. L’investitore che si rivolge alla propria banca per effettuare operazioni aventi ad oggetto i suddetti prodotti può ricevere, ora, un grado di protezione rafforzato rispetto al periodo antecedente l’entrata in vigore della MiFID. Infatti, i nuovi obblighi imposti all’intermediario permettono di diminuire le asimmetrie informative che contraddistinguono il rapporto banca – cliente, in quanto l’impresa di investimento, esperta del settore, si trova per natura in una posizione più forte rispetto al cliente. Quest’ultimo ha il diritto di ricevere dall’intermediario informazioni corrette, chiare e non fuorvianti, e servizi che tengano in considerazione la propria situazione individuale. Tutto ciò garantisce che i suoi investimenti siano corrispondenti al suo profilo e alle sue esigenze.

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INTRODUZIONE “Qualsiasi prodotto una banca vende, sta vendendo del rischio”1. Per questo il suo ruolo non si discosta molto da quello del farmacista: la banca non solo prescrive il prodotto, ma deve anche “vendere il giusto rischio al giusto cliente”2. Ed è proprio questo l’ambito in cui interviene la MiFID. La nuova normativa apporta importantissime modifiche alla disciplina dei mercati e degli strumenti finanziari, innovando completamente il mondo della Finanza. L’obiettivo dell’intero testo normativo è quello di riorganizzare i mercati finanziari, al fine di stimolare lo sviluppo delle negoziazioni dei prodotti finanziari oltre i confini nazionali, sia pur sempre nel pieno rispetto dei principi di correttezza ed integrità e di condizioni di elevata tutela per gli investitori. Dunque, l’intervento della Mifid è stato esteso ai tre comparti della legislazione degli Emittenti, degli Intermediari e dei Mercati, incidendo direttamente, come vedremo, su un ampio ventaglio di attività, prodotti e servizi finanziari. In particolare, nel primo capitolo si illustra il percorso che ha condotto alla MiFID. Tale direttiva, infatti, è solo l’ultimo passo di un cammino iniziato diversi anni fa, che ha visto protagonista la Comunità Europea nella produzione di una serie di atti aventi lo scopo di regolare e ammodernare gli assetti finanziari, visti e considerati gli sviluppi della politica comunitaria internazionale. Nel secondo capitolo si approfondiscono le novità introdotte dalla Mifid per gli intermediari e gli investitori; dunque, alla luce delle nuove regole di condotta per gli intermediari (requisiti organizzativi, conflitti di interessi, disciplina degli incentivi, classificazione della clientela, best execution, profilo dell’investitore ed execution policy) viene designato il nuovo rapporto banca-cliente. 1 Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit. 2 Ibidem. 3

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