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Verso Solvency II: gli studi di impatto quantitativo e la tematica del costo del capitale

Il tema della regolamentazione europea di Solvency II in materia di solvibilità delle imprese di assicurazione è uno dei più dibattuti dalle compagnie negli ultimi anni: in questo lavoro se ne sono analizzati i principi, in relazione alla legislazione vigente nei diversi paesi ed alle proposte delle autorità di vigilanza, tenendo conto anche degli sviluppi in ambito bancario.
Il metodo per testare la nuova legislazione è l’effettuazione di alcuni studi di impatto quantitativo, di cui si è analizzato il più recente (QIS2), che ha sollevato un dibattito relativo ai requisiti patrimoniali di solvibilità che ha reso necessario concentrare la nostra analisi sulla tematica del costo del capitale, esaminando in particolare la proposta europea, la legislazione australiana e quella svizzera.
La nostra analisi si è quindi concentrata su un problema empirico: valutare i requisiti di capitale richiesti per il rischio di mortalità per un portafoglio Vita di Fondiaria-SAI S.p.A., utilizzando delle serie di probabilità derivanti da un modello basato sul processo di Feller, dalle tavole SIM92 e dalla best practice attuariale della compagnia. Si è effettuato un confronto tra i risultati del metodo fattoriale proposto dal QIS2, dell’approccio del 75mo percentile richiesto dall’autorità australiana e della valutazione del costo del capitale secondo lo Swiss Solvency Test.

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Introduzione 1 Introduzione Il tema della solvibilita` e` fondamentale per effettuare la valutazione di ogni azienda: in particolare, per la tipologia specifica di servizi offerti, esso e` di estrema rilevanza per un’impresa di assicurazione. Di questo si e` occupata ne- gli ultimi anni la legislazione europea, dapprima con le direttive comunitarie che hanno dato vita a Solvency I e, attualmente, nella preparazione di un nuo- vo regime di sorveglianza, che prende il nome di Solvency II. Quest’ultimo si propone di tener conto del valore di mercato delle attivita` e delle passivita` del- l’assicuratore, di ridefinire il calcolo dei requisiti patrimoniali, di incrementare l’insieme di rischi considerato e di offrire maggior tutela agli assicurati. Come e` gia` avvenuto per Basilea II in ambito bancario, Solvency II viene prece- duto da alcuni studi di impatto quantitativo: il primo, noto come QIS1, e` stato svolto nel 2005 e ha riguardato soprattutto la valutazione delle riserve tecniche, mentre il secondo, chiamato QIS2, si e` incentrato sui margini di solvibilita`: il requisito minimo di capitale (MCR) e il requisito patrimoniale di solvibilita` (SCR). In particolare, nel QIS2 sono stati proposti due approcci per il calcolo di questo secondo indicatore: uno basato su coefficienti, che variavano da ri- schio a rischio e si applicavano di volta in volta alle poste della compagnia in esame, e uno basato su scenari. Per la valutazione dei rischi per cui non era im- mediatamente determinabile un valore di mercato, i c.d. rischi non–hedgeable, si e` proposta, dove possibile, l’applicazione di un margine al 75mo percentile, secondo l’esperienza australiana, e, dove non fosse presente un modello stoca- stico, il caricamento di un margine che tenesse conto del costo del portafoglio in run–off, secondo quanto sviluppato negli Swiss Solvency Test.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Paolo Cova Contatta »

Composta da 312 pagine.

 

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