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Dalla transizione democratica al governo Zapatero

Dopo molti anni di disinteresse o di facili stereotipi, da qualche tempo della Spagna si parla di più e in modo diverso. Infatti, così come è stata per oltre un secolo reiterata la cantilena sui ritardi e l’arretratezza della Spagna, l’aggettivo spagnolo ricorre oggi con frequenza nel dibattito politico dopo i sostantivi “modello” e “miracolo”.
Guardando con maggiore attenzione però, solo chi si è attardato a pensare alla Spagna come a un Paese arretrato, isolato e ai margini dell’ Europa, può pensare alla Spagna di oggi come al risultato di un miracolo. Se ci si sforza a guardare le cose da lontano, osservando quindi le vicende spagnole nella giusta prospettiva storica, ci si rende conto che il fenomeno è meno recente di quanto appaia a prima vista. Se infatti “miracolo” è quel fenomeno eccezionale che non riesce a spiegarsi con leggi naturali conosciute, va da sé che l’applicazione di tale metafora alle vicende spagnole risulta essere impropria. Se invece l’espressione viene impiegata per descrivere una trasformazione portentosa e in tempi accelerati, c’è da dire che la Spagna di questi “miracoli” ne ha conosciuti più di uno nell’ultimo mezzo secolo. E che, senza essere tra loro concatenati in un rapporto necessario di causa-effetto, l’uno non si spiega senza l’altro e senza la ricostruzione del contesto nel quale questi si sono prodotti.
Questo mio lavoro mira ad offrire un piccolo contributo sulle vicende che hanno caratterizzato gli ultimi trent’ anni della storia spagnola, proponendo una sintesi di questo importante periodo, il cui inizio si può far coincidere con la morte del generale Franco, avvenuta nel 1975.
Una grande attenzione nella prima parte del lavoro è rivolta a come sul finire degli anni Settanta il Paese iberico sia riuscito a superare, in modo indolore, la delicata fase del passaggio alla democrazia, caratterizzata dalla collaborazione tra le èlite politiche e sociali.
All’ interno dello stesso capitolo vengono esaminati il sistema dei partiti e le diverse fasi della vita del paese: i governi centristi di Adolfo Suárez, le amministrazioni socialiste di Felipe González con il loro iniziale impulso modernizzatore e l'ingloriosa fine tra gli scandali, l'ascesa dei popolari di Aznar e il loro imprevisto crollo nel 2004 fino al ritorno dei socialisti al governo con Zapatero.
Nella seconda parte vengono analizzati sia le scelte del governo Zapatero di spostare in Europa il baricentro della Politica Estera spagnola, sia i motivi che hanno determinato, in Spagna, un radicamento del sentimento europeista maggiore rispetto agli altri paesi europei.
Nell’ ultimo capitolo, l’ attenzione è rivolta all’ ampia autonomia progressivamente concessa alle regioni, le comunidades autònomas, che ha portato il sistema spagnolo ad essere considerato oggi come un esempio di federalismo, seppure “in costruzione” o non del tutto compiuto. In tale contesto, infine, un discorso separato merita la difficile questione legata al nazionalismo basco ed in particolare all’ organizzazione terroristica dell’ Eta che nel corso degli ultimi trent’ anni ha rappresentato la sfida maggiore sferrata al giovane sistema democratico spagnolo.

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Introduzione Dopo molti anni di disinteresse o di facili stereotipi, da qualche tempo della Spagna si parla di più e in modo diverso. Così come è stata per oltre un secolo reiterata la cantilena sui ritardi e l’arretratezza della Spagna, l’aggettivo spagnolo ricorre oggi con frequenza nel dibattito politico dopo i sostantivi “modello” e “miracolo”. Guardando con maggiore attenzione però, solo chi si è attardato a pensare alla Spagna come a un Paese arretrato, isolato e ai margini dell’ Europa, può pensare alla Spagna di oggi come al risultato di un miracolo. Se ci si sforza a guardare le cose da lontano, osservando quindi le vicende spagnole nella giusta prospettiva storica, ci si rende conto che il fenomeno è meno recente di quanto appaia a prima vista. Se infatti “miracolo” è quel fenomeno eccezionale che non riesce a spiegarsi con leggi naturali conosciute, va da sé che l’applicazione di tale metafora alle vicende spagnole risulta essere impropria. Se invece, l’espressione viene impiegata per descrivere una trasformazione portentosa e in tempi accelerati, c’è da dire che la Spagna di questi “miracoli” ne ha conosciuti più di uno nell’ultimo mezzo secolo. E che, senza essere tra loro concatenati in un rapporto 1

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Francesco Favino Contatta »

Composta da 69 pagine.

 

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