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Student TV. Analisi del fenomeno delle televisioni gestite dagli studenti nel Nord Europa.

Da una prima ricerca bibliografica, la scelta di dedicarsi allo studio dei media utilizzati e prodotti dagli studenti non appare un percorso semplice. Se lo studio e la ricerca riguardanti la stampa studentesca, soprattutto quando e dove politicamente schierata, hanno prodotto lavori di grande rilevanza storica, non vale lo stesso per altri media quali la radio e la televisione. Tutto questo anche se nel nostro Paese, ad esempio, proprio il movimento degli studenti si dimostrò la prima forza intellettuale a comprendere e sviluppare la produzione indipendente di video, in connessione con le lotte operaie degli anni Sessanta e Settanta.
Per una somiglianza negli intenti e nelle caratteristiche fondamentali, in questo lavoro si è scelto di indagare il campo delle emittenti televisive studentesche secondo l’ottica dei community media, che pur essendosi sviluppati soprattutto negli Stati Uniti stanno conquistando visibilità ed importanza anche in Europa. Nel primo capitolo di questo lavoro vengono introdotti i media comunitari in qualità di punto di collisione tra la dimensione della società e quella della comunità e
una via preferenziale attraverso la quale la società civile riesce a manifestare l’esito delle proprie riflessioni e a condividerle nella sfera pubblica postmoderna.
Dopo aver riconosciuto nelle student TV un particolare esempio di community media, si racconta di come gli studenti producono televisione in alcuni Paesi europei e negli Stati Uniti.
Attraverso studi di caso, riferiti sia ad associazioni che a singole emittenti studentesche, si cerca di distinguere le emittenti a matrice universitaria da quelle gestite dagli studenti in maniera autonoma o semi-autonoma, dal momento che queste ultime costituiscono il fulcro della seconda parte del presente elaborato.
All’interno del terzo capitolo, infatti, s’illustrano le premesse alla ricerca svolta all’interno della Nordic Student TV association (NSTV), la quale ha avuto come obiettivo fondamentale la comprensione del funzionamento generale e della struttura organizzativa delle stazioni televisive studentesche svedesi, norvegesi e finlandesi che la compongono. All’inquadramento storicocronologico dell’associazione fa seguito la descrizione del disegno della ricerca, l’analisi delle nonrisposte e l’esame del contesto sia mediatico che universitario dei Paesi a cui le student TV appartengono. Gli elementi di contesto sono, infatti, esplicativi delle ragioni per le quali tali realtà hanno potuto svilupparsi in determinate forme proprio in area scandinava.
Solamente nel quinto capitolo, tuttavia, tutte le informazioni introdotte nella prima e nella seconda parte dell’elaborato acquistano consistenza e si trasformano in dati reali. I sistemi di radiotrasmissione, gli intenti comunicativi, i pubblici di riferimento, l’assetto organizzativo, la gestione economica, la produzione, le relazioni esterne e i problemi generali sono gli aspetti messi in luce dall’indagine svoltasi tra novembre e dicembre 2008, per mezzo di un questionario
strutturato e di alcune interviste in profondità.
Le conclusioni, infine, servono a chiarire le caratteristiche che le student TV scandinave condividono con le televisioni per la comunità, mettendo in luce i principali risultati della ricerca e le loro possibili implicazioni a livello sociologico. Proprio alla fase conclusiva è riservato il compito di definire come la comunità studentesca cooperi e coopti con la ridefinizione postmoderna del concetto di sfera pubblica e come le esperienze analizzate abbiano un ruolo importante sia nella creazione di capitale sociale che nella produzione di cambiamento al livello della società.

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15 1. Student Television e Community Media. Nell era della digitalizzazione e della convergenza, piø di una riflessione si rende necessaria riguardo al concetto di comunit . Nel momento in cui contenuti audio e video possono arrivare in qualsiasi luogo del mondo alla stessa velocit e sul medesimo supporto dei pi ø semplici messaggi testuali, anche il ripensamento di uno dei cardini della tradizione sociologica si rende indispensabile per definire il nuovo legame che intercorre tra la comunit stessa e i suoi mezzi di comunicazione. Da questo punto di vista, infatti, la convergenza dei media e la digitalizzazione dei contenuti viaggiano sullo stesso binario della personalizzazione e della targettizzazione dei pubblici, fenomeni che generano un offerta sempre piø segmentata e distinta secondo canoni di gusto, et , classe, ideologia, gruppo etnico o razziale. Tuttavia piø che alla comunit , potremmo riferire tali manifestazioni alla societ , riecheggiando l opposizione della sociologia classica che fin da T nnies 6 ha messo a confronto i due concetti nel tentativo di comprendere, come dice Bagnasco7, il destino delle intime relazioni comunitarie originarie all interno della societ industriale moderna. Ora, nell epoca postmoderna ha senso chiedersi se la dicotomia comunit -societ possa ancora essere teorizzata o se, piuttosto. i due concetti 6 Si tratta della dicotomia Gemeinshaft/Gesellshaft che mirava a mettere in luce la perdita dei valori originari della prima comunit precedente all industrializzazione di massa, basata sul territorio e fatta di relazioni sociali intime legate alla sopravvivenza degli individui nel passaggio storico alla seconda, caratterizzata da legami artificiosi e anonimi, che fanno eco alle logiche economiche caratterizzanti l et industrial e. Si veda in particolare T nnies, F. (1963), Community and society (prima edizione 1887); trad. it. Giordano G. Comunit e societ , Edizioni di comunit , Milano, 1963. 7 Bagnasco, A. (1999), Tracce di comunit , Bologna, Il Mulino, p.8.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Federica Bertacchini Contatta »

Composta da 266 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.