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Metodologie di calcolo del rischio di mercato dei prodotti strutturati

Informazioni tesi

  Autore: Daniele Bernardini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Barbara Alemanni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 66

VaR (value at risk) permette di quantificare il rischio di ciascuno strumento finanziario determinandone la massima perdita giornaliera all’interno di un intervallo di confidenza. Pertanto è possibile calcolare il rischio percentuale di ciascuna componente elementare di un prodotto strutturato, valutandone l’entità dell’apporto di rischio. Si può, a quel punto, confrontare i risultati ottenuti in sede di valutazione del rischio sulle diverse componenti e apprezzare il maggior apporto di rischio fornito dalla componente derivata. La differenza di rischio che intercorre tra un’obbligazione plain vanilla e un’obbligazione strutturata è, dunque, messa in luce attraverso la formula matematico-finanziaria del VaR.

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3 PRESENTAZIONE Dalla metà degli anni ’90, sono apparsi sul mercato in alternativa ai titoli di Stato ed ai certificati di deposito, nuovi tipi di obbligazioni che hanno assunto la qualificazione di strutturate e sono generalmente emesse da soggetti bancari. Le obbligazioni strutturate hanno come caratteristica comune modalità particolari e innovative con riferimento al calcolo della cedola o del valore di rimborso, a volte particolarmente complesse. L’ampia diffusione avuta nel mercato italiano non si è sviluppata di pari grado con una piena conoscenza della relazione rischio-rendimento di queste attività finanziarie. Questi elementi comportano una oggettiva difficoltà di valutazione, specie in merito alla convenienza non semplice e immediatamente percepibile dal risparmiatore. Gli elementi di varia complessità per la determinazione degli interessi, in abbinamento con quelli relativi alle obbligazioni che non garantiscono la integrale restituzione del capitale (Reverse Convertibile), rappresentano le maggiori differenze rispetto al concetto tradizionale di obbligazione, caratteristiche rilevanti per il risparmiatore in quanto mutano radicalmente il profilo di rischio dell’investimento. Infatti, spesso l’investitore individuale non coglie la differenza, in realtà evidente, tra un’obbligazione base (plain vanilla) e un titolo strutturato, esponendosi non del tutto consapevolmente a un rischio maggiore. Parallelamente al notevole sviluppo delle obbligazioni strutturate e dei prodotti strutturati azionari, come i certificates, è sorta la necessità, soprattutto per le banche, di applicare una misura di rischio di mercato valida anche per questi prodotti, in modo da poter quantificare in modo omogeneo il rischio di un portafoglio di strumenti finanziari diversi. La natura dei prodotti strutturati di essere composti da uno strumento finanziario di base (azione o obbligazione) e da uno o più strumenti derivati, causa il problema di trovare una misura di rischio standard e omogenea per valutare posizioni di rischio in strumenti finanziari diversi. A tal proposito il VaR (value at risk) permette di quantificare il rischio di ciascuno strumento finanziario determinandone la massima perdita giornaliera all’interno di un intervallo di confidenza. Pertanto è possibile

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