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Trasformazioni delle campagne elettorali in Italia

Questo lavoro vuol presentarsi come uno studio, o meglio, un approfondimento sulla trasformazione della politica moderna, infatti le campagne elettorali sono un buon indicatore di questo cambiamento. Nella storia dell’Italia Unita, dall’ Italia liberale sino ai giorni nostri lo studio di questa tematica ci mostra come la politica, il rapporto eletto - elettori e l’approccio alla campagna elettorale siano cambiati in questo lungo lasso di tempo.
In prima istanza va quindi specificato il significato di campagna elettorale, intesa come “quell’insieme di azioni, promosse da attori individuali o gruppi di persone in competizione tra loro, tese a tutelare interessi e propagare programmi politici per ottenere consenso dagli elettori, che con il proprio voto legittimano quanti si candidano a svolgere funzioni pubbliche nelle istituzioni” (P.L.Ballini e M.Ridolfi, Storia delle campagne elettorali in Italia, Bruno Mondadori 2002).
In questo studio bisogna inoltre considerare che ogni campagna elettorale va inserita in un contesto storico-politico che ne marca le caratteristiche; in questo senso va ricordato il suffragio universale maschile, come uno dei fattori più importanti, anche se non l’unico poiché molti sono stati i mutamenti che hanno coinvolto i soggetti e le pratiche delle campagne elettorali.
Inoltre si traccerà un percorso che può chiarire come si sia passati da una politica-èlitaria e clientelare dell’Italia liberale sino alla politica-spettacolo dei giorni nostri, e come quindi i cambiamenti nella società abbiano influenzato la pratica delle campagne elettorali e viceversa.
Nello studio che qui segue è molto rilevante anche l’aspetto normativo delle campagne elettorali, infatti le leggi in materia dall’Unità e per oltre un secolo, sono state di natura prettamente negativa cioè tese a indicare le sanzioni per i trasgressori delle stesse; al contrario no vi furono leggi che definissero gli spazi i tempi e i modi delle campagne elettorali.
Lo studio è basato sul libro “Storia delle campagne elettorali in Italia” di Pier Luigi Ballini e Maurizio Ridolfi, oltre che i libri di Edoardo Novelli “Le elezioni del quarantotto. Storia, strategie e immagini della prima campagna elettorale repubblicana” e “La turbopolitica: sessant’anni di comunicazione politica e di scena pubblica in Italia” e il libro di Jacopo Iacobini “Votantonio.Viaggio nell’ Italia elettorale”. La prova finale si struttura in tre capitoli: La propaganda elettorale dall’Unità a inizio Novecento, Le campagne elettorali dalla 1ª guerra mondiale sino alla fine del fascismo, l’Italia Repubblicana: dalla DC a Forza Italia.
Il Primo capitolo ha affrontato il tema dell’Italia liberale dal clientelismo, con il suffragio quasi universale maschile, al Italia di inizio secolo con un suffragio universale e con la comparsa dei primi partiti di massa.
Il Secondo capitolo affronta il tema delle prime campagne elettorali con sistema proporzionale e della successiva comparsa sulla scena del fascismo che stravolgerà questo quadro.
Il terzo capitolo approfondirà sulle campagne elettorali del dopoguerra, dal 1948 sino ai giorni nostri, con l’entrata in gioco di altri fattori che modificheranno il rapporto tra politici e masse, quali la radio prima e la televisione che stravolgerà la comunicazione politica, infine si accennerà ad internet come strumento non ancora utilizzato al massimo delle sue potenzialità dalle formazioni politiche.

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Capitolo 1 Le campagne elettorali dall’Unità a inizio Novecento. Introduzione: Parlare di campagne elettorali in questo periodo è cosa alquanto complicata, sia parchè questo concetto fu formulato solo posteriormente sia perché le leggi del tempo (lo Statuto Albertino) non disciplinavano nei dettagli le procedure e i meccanismi del allora chiamato “movimento elettorale”. Inoltre va ricordato che le prime elezioni per la Camera dei Deputati in Italia, si svolsero con un “suffragio universale limitato ai maschi maggiorenni alfabeti che godessero dei diritti civili e politici e che pagassero annualmente almeno 40 lire di imposte dirette, praticamente era riservata solo al 1,9% della popolazione totale”(P.L.Ballini - M.Ridolfi, Storia delle campagne elettorali in Italia, Bruno Mondadori 2002). Le prime campagne elettorali dell’Italia Unita si caratterizzano anche per il contrasto che esisteva tra le forme di modernità immesse dallo Stato liberale da poco nato, e le forme tradizionali dell’autorità sociale che esistevano e persistevano nell’Italia rurale e di provincia; infatti con il sistema elettorale allora vigente, l’uninominale, esisteva la possibilità che candidati, con liste solo a livello locale e provinciale riuscissero a essere eletti deputati, questo grazie al clientelismo e al patronato, che rendeva dunque i notabili e la gente con possibilità economiche i favoriti all’elezione, anche per il fatto che gli aventi diritto di voto facevano parte di una ristretta elitè sociale. Di ciò infatti si può trovare riscontro nel racconto Un viaggio elettorale di Francesco De Sancits, questo testo è la testimonianza di come durante tutto il periodo delle elezioni e soprattutto il giorno delle stesse il paternalismo comunitario fosse presente in tutte le province italiane. 4

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Danilo Casolino Contatta »

Composta da 64 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1947 click dal 25/03/2010.

 

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