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Influenza della geometria di flange e irrigidimenti sulla stabilità delle anime di travi da ponte

Valutazione dell'influenza della geometria delle piattabande e degli irrigidimenti trasversali sulla stabilità dei pannelli d'anima delle travi da ponte in acciaio. Determinazione di leggi di correlazione tra la geometria normalizzata di queste componenti e molle equivalenti perimatrali ai pannelli d'anima.
Analisi comparative tra modellazione FEM e analisi sperimantai sui pannelli sottoposti a carichi localizzati; studio sulle modalità di rottura al variare della snellezza dell'anima: dall'inbozzamento alla plasticizzazione.

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Introduzione Nella presente tesi verrà trattato il problema della stabilità delle anime di travi da ponte con particolare riferimento all’influenza della geometria di flange e nervature. L’obiettivo principale è quello di giungere alla definizione di alcune relazioni di corrispondenza tra le dimensioni di queste componenti e il grado di vincolo fornito alla piastra d’anima. E’ ben noto che l’approccio normativo generale considera conservativamente il pannello d’anima incernierato al perimetro e caricato nel suo piano; anche in letteratura si è soliti fare riferimento a questa condizione di vincolo senza considerare il contributo stabilizzante offerto dagli elementi effettivamente uniti all’anima. La reale condizione di vincolo può essere considerata intermedia tra il semplice appoggio e l’incastro: i lati del pannello ricevono un contributo di rigidezza funzione delle dimensioni delle piattabande e degli irrigidimenti. Partendo da questo presupposto si vogliono definire, come anticipato, una serie di leggi tali da permettere di quantificare il grado di incastro perimetrale nota che sia la geometria del sistema anima - flange - irrigidimenti. Per poter intraprendere un simile studio torna di grande aiuto il metodo agli elementi finiti implementato su un codice di calcolo; in questo modo è possibile considerare la variabilità di numerosi fattori mediante un’indagine parametrica. La modellazione numerica è un importante strumento di analisi, ma necessita prima di tutto di un’attenta validazione: solamente dopo averne constatato l’affidabilità, i risultati da essa forniti possono essere sfruttati per studiare il fenomeno in esame. Per calibrare il modello FEM si è fatto riferimento ad alcuni articoli reperiti in letteratura, ma soprattutto ai risultati ottenuti da una campagna sperimentale svoltasi presso il laboratorio del Dipartimento di Costruzioni e Trasporti dell’Università di Padova. I confronti numerico - sperimentali saranno presentati nell’ultimo capitolo, mentre nei primi quattro si farà ampio ricorso all’approccio numerico dimostrandone di volta in volta la validità confrontando i risultati da esso ottenuti con quelli reperiti da alcune ricerche di settore. L’ordine di presentazione seguito vuole garantire una continuità 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Ingegneria

Autore: Enrico Mazzocato Contatta »

Composta da 395 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1078 click dal 25/03/2010.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.