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Ecoturismo e accordi volontari

Nell’ultimo ventennio il fenomeno del turismo è cresciuto molto rapidamente, praticamente triplicandosi nel giro di una generazione, ed ha assunto un ruolo di primo piano essendo diventato l’attività economica più importante a livello mondiale. Purtroppo però la crescita incontrollata e indiscriminata di questo fenomeno porta con sé anche degli effetti indesiderati, mettendo sotto pressione il sistema ambientale e degradandolo. Da questo dato di fatto nasce la necessità di giungere ad un turismo ambientalmente sostenibile, per porre freno ai suoi impatti, sovente devastanti, sull’ambiente naturale, sociale e culturale delle destinazioni. Il turismo è infatti diventato oramai un fenomeno ad elevato impatto e a farne le spese sono soprattutto i paesi del sud del mondo, dove la perdita di valori e tradizioni, la sottrazione di risorse, il disagio sociale dovuti all'invasione del turismo di massa non viene nemmeno compensata da un'equa redistribuzione del reddito generato, gran parte del quale va a finire nelle tasche dei grandi operatori internazionali. Anche le possibilità di incontro e di scambio tra turisti e popolazioni locali sono, nella maggior parte dei casi, fittizie o limitate ad esperienze frettolose ed artefatte, quando non irrispettose delle realtà ospitanti. Contro questa forma di turismo usa e getta e poco rispettoso della cultura e delle economie locali, negli ultimi anni è cresciuto un modo nuovo di viaggiare la cui prima caratteristica è la consapevolezza di sé e delle proprie azioni. Nasce dunque una nuova forma di viaggiare: un viaggiare etico e consapevole che va incontro ai paesi di destinazione, alla gente, all’ambiente naturale con rispetto e disponibilità. Un viaggiare che sceglie di non avallare distruzione e sfruttamento, ma si fa portatore di principi universali quali l’equità, la sostenibilità e la tolleranza: l’ecoturismo.
Certamente il turismo ha un notevole potenziale per contribuire a raggiungere i principali obiettivi legati allo sviluppo sostenibile, alla crescita economica, all’occupazione e alla coesione economica e sociale ed è necessario, da parte di tutti i soggetti coinvolti, siano essi organi istituzionali o privati del settore, favorire un maggiore impegno nella tutela e nella difesa del territorio e delle culture locali.
Nel primo capitolo di questa tesi viene affrontato il tema, per altro molto discusso tra gli esperti del settore, della definizione di ecoturismo. Vengono poi elencati i vantaggi e gli svantaggi reali e potenziali, derivanti da tale pratica per passare infine ad una breve trattazione di quello che è l’impegno internazionale sull’argomento, con particolare riferimento all’ IYE, Anno Internazionale dell’Ecoturismo (2002).
Nel secondo capitolo viene analizzato il fenomeno ecoturistico dal lato dell’offerta e dal lato della domanda. Per quanto riguarda la domanda si è cercato di delineare il profilo dell’ecoturista e cosa lo differenzi da un turista generico. Dal lato dell’offerta sono state individuate delle categorie: le attività sportive, le attività culturali, i Parchi e le strutture ricettive. Per ognuna di esse si è cercato di sottolineare quali aspetti peculiari le rendano particolarmente indicate per essere inserite in un contesto davvero ecoturistico. Infine si è trattato il delicato argomento delle comunità ospitanti, cercando di sottolineare non solo quali sono le debolezze effettive di tale soggetto rispetto agli altri che sono coinvolti nel fenomeno, ma suggerendo la strada di un sempre maggiore coinvolgimento delle stesse nei progetti ecoturistici, al fine di rendere il turismo davvero più conveniente anche dal loro punto di vista.
Il terzo capitolo riguarda gli strumenti volontari per il turismo sostenibile: viene fatta una carrellata di quelli che sono i più diffusi strumenti di certificazione del turismo, partendo dagli standard internazionali EN UNI ISO 14001, per poi passare al regolamento europeo EMAS, al sistema di etichettatura europeo Ecolabel e ai progetti VISIT e REST. Viene sottolineata l’importanza della certificazione quale strumento in grado di incentivare gli operatori del settore ad un miglioramento continuo delle prestazioni ambientali e sociali e quale garanzia per i consumatori di avere a che fare con un prodotto o servizio che sia di qualità e rispettoso dell’ambiente naturale e sociale.
Nel quarto capitolo vengono uniti tutti i temi precedentemente trattati: infatti se nei primi due capitoli si parlava di ecoturismo e nel terzo di certificazione turistica, nel quarto l’attenzione viene rivolta verso due illustri esempi di certificazione ecoturistica: il caso australiano dell’Eco Certification Program e il caso svedese di Nature’s Best. A questi casi in particolar modo si ispira l’Associazione Ecoturismo Italia, associazione italiana che si occupa di promuovere e diffondere l’ecoturismo nel nostro paese, in collaborazione con The Iternational Ecotourism Society.

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1 CAPITOLO PRIMO CARATTERISTICHE DELL’ECOTURISMO 1.1 Definizione di Ecoturismo Fu il messicano Héctor Ceballos-Lascuràin, coordinatore del Programma di Ecoturismo dell’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), a formulare la prima definizione di Ecoturismo nel 1988: “l’ecoturismo implica il viaggiare in aeree naturali relativamente incontaminate e indisturbate con lo specifico obiettivo di studiare, ammirare e apprezzare lo scenario e le sue piante e animali selvaggi, così come ogni manifestazione culturale presente (passata o presente) delle aree di destinazione”. 1 Dalla rielaborazione di questa definizione si ottiene la forma che è oggi accettata internazionalmente: “l’ecoturismo implica il viaggiare in maniera responsabile nell’ambiente e visitare aree naturali relativamente indisturbate al fine di godere, studiare ed apprezzare la natura e ogni caratteristica ad essa associata, in modo da promuovere la tutela, da minimizzare l’impatto sull’ambiente e da fornire sostanziali benefici socioeconomici alle popolazioni locali”. Anche prima che si iniziasse ad usare il termine ecoturismo c’era una tipologia di turista che viaggiava alla ricerca di luoghi incontaminati ed insoliti, lontano dalle destinazioni di massa e con l’intenzione di vivere un’esperienza di contatto diretto con la natura (come ad esempio i primi safari). A questo si va ora ad aggiungere l’obiettivo di preservazione e tutela del territorio. La discussione a proposito di cosa debba intendersi con il termine ecoturismo è tuttora aperta, nonostante sia stato scritto molto a questo proposito. Le motivazioni di 1 Ceballos-Lascuràin come riportato in Hvengaard, G.T. “Ecotourism: A status report and conceptual framework”, The Journal of Tourism Studies”, 5(2), pp.30-31 (1994)

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Selena Ferro Contatta »

Composta da 172 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.