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La relazione con l' ''altro'' nella società postmoderna. Per un'analisi della figura dello straniero.

La figura dello straniero si trova all’incrocio fra il sociale e il culturale perché riguarda l’aspetto dello spazio sociale, le vicinanze e le lontananze che devono essere rispettate. “Difficilmente gli uomini rinunciano a segnare il confine fra il dentro e il fuori sulla base dei tratti culturali maggiormente condivisi. Così difficilmente rinunciano a destinare uno spazio a chi può portare nuovo alimento alla loro cultura” . Come ci poniamo in relazione con lo «straniero»? Qual’è la nostra considerazione? Quali sono le nostre aspettative? Come il nostro universo può subire modificazioni e trasformazioni dall’universo di cui lo straniero è portatore? All’interno di questo lavoro si cercherà di dare risposta a questi interrogativi, gli stessi che nascono in qualsiasi rapporto con «l’altro», col «diverso». “La condizione di straniero è una costante che accompagna l’uomo nel divenire della storia, con connotati ovviamente sempre differenti a seconda dei costumi, degli interessi e dei valori. Non ci stupiremo, pertanto, se tracce significative di tale condizione le troveremo impresse nelle testimonianze dei più antichi documenti letterari attestati dalla lingua scritta, fino alle opere di autori della modernità e contemporaneità” . La natura del presente lavoro procederà attraverso la ricerca, l’accostamento di alcune tematiche e teorie sociologiche classiche e l’elaborazione delle stesse in ambito contemporaneo. I processi generati dalla vicinanza di culture diverse e l’interdipendenza tra la figura dell’altro e la globalizzazione economica, fanno dello straniero un tema di interesse sociologico e di alquanto difficile trattazione. Alcuni sociologi moderni non hanno ancora trovato un metodo adeguato di studio per l’analisi della pluralità culturale; il problema non è ancora entrato a fare parte del loro universo il quale concepisce la società ancora come una parte dominante con cui lo straniero si confronta.

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4 Introduzione “La pressione migratoria che, da qualche anno a questa parte, sta interessando, in maniera crescente, i paesi dell’Europa occidentale e, tra questi, l’ Italia, riporta imperiosamente d’attualità, fra innumerevoli altri problemi, la questione della considerazione dello «straniero». Questione che, oltre alle implicazioni di natura politica, religiosa ed economica, richiama anche, ed inesorabilmente, aspetti attinenti la sfera sociale e della coscienza individuale”2. In questo lavoro, i primi aspetti verranno volutamente tralasciati per trattare la questione dal lato sociologico-culturale partendo dal capolavoro di Albert Camus, Lo straniero. Il romanzo di Camus si fà portatore della condizione moderna dell’uomo, straniero nella società in cui vive e straniero a se stesso. La figura dello straniero si trova all’incrocio fra il sociale e il culturale perché riguarda l’aspetto dello spazio sociale, le vicinanze e le lontananze che devono essere rispettate. “Difficilmente gli uomini rinunciano a segnare il confine fra il dentro e il fuori sulla base dei tratti culturali maggiormente condivisi. Così difficilmente rinunciano a destinare uno spazio a chi può portare nuovo alimento alla loro cultura”3. Come ci poniamo in relazione con lo «straniero»? Qual’è la nostra considerazione? Quali sono le 2 A. Cardamone, Considerazioni sulla condizione dello straniero nella letteratura, graffinrete.it 3 S. Tabboni , Lo straniero e l’altro, Liguori, Napoli, 2006, p 40

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Andrea Folador Contatta »

Composta da 56 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.