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Raffaele Pettazzoni e la formazione del monoteismo. Analisi dei residui teologici presenti nella teoria del monoteismo primordiale.

Informazioni tesi

  Autore: Rosalia Pezzuco
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Antropologia
  Relatore: Enrico Montanari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 108

In questa sede abbiamo scelto di occuparci in particolare del modo in cui Pettazzoni ha affrontato la questione del processo di formazione del monoteismo, problema a cui egli iniziò ad interessarsi fin dalle sue prime opere. Di questo complesso e articolato argomento, abbiamo individuato un aspetto specifico, e cioè la denuncia che Pettazzoni compie dei residui teologici che, a suo avviso, avrebbero viziato le diverse teorie elaborate nel corso dei secoli su quest’annoso dibattito.
A dare impulso ai suoi studi, contribuì soprattutto la scoperta di Andrew Lang, che, verso la fine del XIX secolo, per primo segnalò la presenza di Esseri Supremi nelle religioni dei popoli primitivi. Ciò portò Lang ad ipotizzare una fase religiosa – comune all’umanità intera – in cui la religione stessa avrebbe dovuto essere identificata nella credenza in questi Esseri, i cui attributi furono da lui delineati in modo del tutto simile a quelli del Dio unico cristiano. Sulla base dei dati raccolti da Lang, poi, nacque la cosiddetta teoria del monoteismo primordiale, patrocinata in modo particolare da uno dei più illustri esponenti della scuola storico – culturale viennese, Padre Wilhelm Schmidt (1868-1954). Questi, per mezzo dei nuovi dati raccolti grazie a ricerche etnografiche sempre più accurate, riuscì, secondo Pettazzoni, a dare nuova luce alla vecchia teoria della Rivelazione, secondo cui la prima forma di religione dell’umanità fu la credenza in un solo Dio, rivelata all’uomo da Dio stesso.

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INTRODUZIONE Raffaele Pettazzoni (San Giovanni in Persiceto,1883 – Roma,1959) dedicò la sua intera vita alla ricerca nel campo della storia delle religioni. I suoi interessi furono molto vari, in quanto egli si occupò, tra l’altro, di problemi riguardanti gli studi classici, l’archeologia, la mitologia, le religioni dei popoli primitivi, la formazione del monoteismo. L’impegno e la costanza con cui condusse i suoi studi gli valsero diversi riconoscimenti ufficiali. Dal 1914 al 1922 egli ricopre la cattedra di Storia delle religioni all’Università di Bologna, mentre dal 1923 assumerà lo stesso incarico all’Università La Sapienza di Roma; nel 1925 accetta la nomina di direttore della sezione di Storia delle religioni della Enciclopedia Italiana; nel 1933 egli viene nominato Accademico d’Italia e nel 1950 è designato come Presidente dell’Associazione Internazionale di Storia delle religioni. In questa sede abbiamo scelto di occuparci in particolare del modo in cui Pettazzoni ha affrontato la questione del processo di formazione del monoteismo, problema a cui egli iniziò ad interessarsi fin dalle sue prime opere. Di questo complesso e articolato argomento, abbiamo individuato un aspetto specifico, e cioè la denuncia che Pettazzoni compie dei residui teologici che, a suo avviso, avrebbero viziato le diverse teorie elaborate nel corso dei secoli su quest’annoso dibattito. A dare impulso ai suoi studi, contribuì soprattutto la scoperta di Andrew Lang, che, verso la fine del XIX secolo, per primo segnalò la presenza di Esseri Supremi nelle religioni dei popoli primitivi. Ciò portò Lang ad ipotizzare una fase religiosa – comune all’umanità intera – in cui la religione stessa avrebbe dovuto 3

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Parole chiave

apologetica
dio
dio unico
esseri supremi
evoluzionismo culturale
monoteismo
politeismo
primordiale
rivelazione
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