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La disciplina delle spese nel processo civile

Informazioni tesi

  Autore: Edvige Strada
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Sassari
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Diritto delle amministrazioni e delle imprese pubbliche e private
  Relatore: Maria Luisa Serra
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 220

Spesso si è portati a sottovalutare le questioni in tema di spese del processo, perché si perviene alla relativa fissazione proprio al ter-mine della decisione, quando magari sono state affrontate e decise questioni di particolare impegno, e si può aver la sensazione che si sia in presenza di una semplice appendice, che merita soltanto una breve e superficiale ricerca.
Così però si dimentica che anche il regolamento delle spese costituisce un momento essenziale della decisione perché concorre:
1. a determinare la coerenza della sentenza rispetto al-le premesse in fatto ed in diritto della stessa e, quindi, a raffor-zare le argomentazioni utilizzate per giungere alla decisione a-dottata;
2. a determinare la effettività della vittoria di una del-le parti.
Peraltro, la sottovalutazione delle questioni relative al regola-mento delle spese processuali può condurre ad un erroneo bilancia-mento della decisione, può incidere negativamente sull’utilità pratica della stessa anche per la parte vittoriosa e può essere causa dell’ulteriore prosecuzione del processo nei gradi successivi.
In definitiva, una corretta pronuncia sulle spese oltre a contri-buire alla coerenza interna della decisione, risponde anche ad esigenze di economia processuale perché può aver un effetto di rinuncia nei confronti di chi sa di proporre domande infondate; e può evitare im-pugnazioni fondate su tale profilo.
Nella rappresentazione mentale di spese processuali vengono compresi tutti gli esborsi che, complessivamente considerati, costitui-scono il costo del processo, e cioè l’onere economico che deve essere affrontato dalla parte per il compimento di quegli atti e di quelle attivi-tà procedimentali che sono necessarie per il conseguimento di un dato risultato.
Sono quindi comprese:
1. le spese relative agli atti che la parte compie di propria iniziativa, tra queste, il contributo unificato, le compe-tenze e gli onorari dovuti al difensore (regolati dal rapporto d’opera professionale che lega il professionista al cliente, diver-si da quelli dovuti dal soccombente), al consulente tecnico di parte, quelle per il rilascio di copie, le spese di registrazione
2. le spese relative agli atti che la parte chiede e cioè che la parte ha interesse a che vengano compiuti da soggetti ap-partenenti all’ufficio giudiziario, come i compensi ai custodi, ai consulenti d’ufficio e in genere agli ausiliari giudiziari; le spese e le indennità di trasferta dovute al giudice ed al cancelliere per gli atti processuali richiesti che devono essere compiuti fuori sede, i rimborsi ai testimoni, le spese per l’esibizione
3. le spese relative agli altri atti necessari al processo si tratta di spese che devono essere anticipate dalla parte, desi-gnata dalla legge o dal giudice, per alcuni atti il cui compimento è disposto d’ufficio (consulenza tecnica d’ufficio) e, in genere, tutti gli atti coordinati allo svolgimento del processo che com-portino esborsi di somme intesi alla definizione di rapporti ac-cessori sorti nel corso della lite o che, comunque, comportino la necessità della costituzione di un deposito o dell’esecuzione di un pagamento (art. 2409 in tema d’ispezione amministrativa della società; art. 583 Cod. Nav. Istruzione preventiva a seguito di sinistro marittimo).
Per gli atti che il giudice ritenga di dover disporre d’ufficio, l’individuazione della parte a carico della quale va posto il relativo onere compete al giudice e tale individuazione deve esser compiuta in base al criterio dell’interesse che ciascuna delle parti ha rispetto al singolo atto
Se l’interesse è ravvisabile in capo a più parti, può essere di-sposto che tutte concorrano ad anticipare la spesa pro quota o in solido.
La disciplina delle spese nel processo civile è contenuta nel capo IV del titolo III del Libro I (artt. 90 e segg.) e in diverse altre di-sposizioni contenute nello stesso codice di rito (es. artt. 10, 54, 120, 162, 186 ter e quater, 227, 255 ecc.), nel codice civile (es., artt. 1013 e 2409), in leggi speciali (es., legge fallimentare, T.U. n. 115 del 2002).
Si tratta però di disposizioni che sostanzialmente sono con-formi ai principi ricavabili dagli artt. 90 e segg. C.P.C.
E il principio è che, poiché il processo ha un costo, peraltro ri-levante, vi è la necessità di individuare il soggetto tenuto a sopportare il relativo onere e ciò sia con riferimento ad una regolamentazione provvisoria che consenta al procedimento di attivarsi, sia con riferi-mento a quella definitiva da adottare con la statuizione finale.

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CAPITOLO PRIMO ONERE DELLE SPESE SOMMARIO: 1. La disciplina riformata – 2. La ratio sotto- stante l’onere delle spese – 3. L’oggetto – 4. Il provvedimento che dispone in ordine all’anticipazione La disciplina riformata - L’art. 90 del c.p.c. è stato abrogato dal D.P.R., n.115 del 30 maggio 2002, intitolato testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materie di spese di giu- stizia, entrato in vigore il 01 luglio 2002, la disciplina riformata ha integralmente accolto il principio espresso all’art. 8. Il primo comma dell’art. 8 dispone che ciascuna parte prov- vede alle spese degli atti processuali che compie e di quelli che chiede e anticipa le spese per gli atti necessari al processo quando l'anticipazione è posta a suo carico dalla legge o dal magistrato; il comma secondo prevede che se la parte è ammessa al patrocinio a spese dello Stato, le spese sono anticipate dall'erario o prenotate a debito, secondo le previsioni della parte III del presente testo unico.

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