Skip to content

La comunicazione dell’aeronautica militare, dal 1980 ai giorni nostri. Difformità tra il modello azzurro e la policy interforze.

Informazioni tesi

  Autore: Mattia Bello
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo
  Relatore: Daniela Morandini Chiarioni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 136

L’aeronautica gode di un rapporto felice con i media e il pubblico. Il fascino del volo rappresenta da sempre una suggestione positiva per i diversi target che si avvicinano a questo mondo. Il successo di immagini e suoni è tangibile nelle manifestazioni aeree, la “Giornata Azzurra” è uno dei programmi di successo della RAI. La percezione della platea rimane favorevole anche quando si passa alla cronaca nera di un incidente: i toni emotivi si accendono, ma resta sostanzialmente immutato l’incanto per il mondo aeronautico.
Il discorso cambia quando si parla di Potere aereo, cioè uso della forza ed impiego della macchina bellica. Il gradimento generalizzato cala e diventa spesso disapprovazione se si affrontano tematiche come guerra, bombardamenti, vittime. Illuminante il case history della guerra in Kosovo, la prima ad essere stata combattuta quasi unicamente dal cielo, la prima a “zero morti”: per aumentare il grado di accettazione dell’intervento bellico da parte dell’opinione pubblica mondiale, la NATO ha goduto di una copertura mediatica favorevole ed incline a minimizzare gli aspetti critici. Eppure anche in Kosovo ci sono state “crisi comunicative”, come nel caso dei bombardieri (tema ancora attuale in Afghanistan).
L’Aeronautica Militare ha compreso a pieno il ruolo della comunicazione proprio in un momento di crisi, forse la più grave della sua storia. Ustica ha rappresentato la prova tangibile dell’influenza che esercita la percezione dei media e dell’opinione pubblica nei confronti del processo decisionale dal quale dipendono le scelte politiche inerenti allo strumento militare. Scelte che concorrono a definire, legittimandolo, il ruolo stesso della Forza armata. Il disastro ha evidenziato la necessità di un forte cambiamento perché, in generale, il successo operativo è sempre in relazione ad una buona comunicazione. Infatti comunicare, e farlo correttamente, è una delle funzioni centrali di ogni organizzazione militare. Negli ultimi anni il comparto Difesa ha sviluppato una complessa strategia, che può essere schematizzata in tre tipologie di presenza comunicativa:
a. quella istituzionale, relativa al Ministero della Difesa;
b. quella interforze, inerente alla policy comune delle Forze armate;
c. quella autonoma, che fa riferimento alla singola Forza armata.
Il corpo azzurro ha il compito di svolgere attività informativa correlata all’impiego dello strumento aereo. Sul territorio nazionale sviluppa tale funzione attraverso una presenza comunicativa autonoma, mentre fuori area (all’estero) agisce in ottemperanza alla policy interforze dettata dal Ministero della Difesa, eventualmente coordinata o subordinata alle grandi organizzazioni internazionali di cui l’Italia fa parte (UE, ONU, NATO, OSCE). Come si può capire, è necessario operare in un contesto coordinato, con un’attenzione particolare verso i media.
Oggi l’immagine delle Forze armate viene associata prevalentemente alle attività fuori area, ma perché queste siano legittimate dalla collettività c’è bisogno di un adeguato consenso interno ed internazionale. L’opinione pubblica occidentale mal sopporta la perdita di vite umane, tra i propri militari, ma anche tra la popolazione civile e persino nei ranghi dell’avversario. Un solo caduto in una missione può provocare ripercussioni politiche che, nei casi più gravi, possono portare a una crisi di governo o addirittura al ritiro del contingente.
Paradossalmente, aver minimizzato i conflitti in Europa grazie a sicurezza e difesa, costituisce un ostacolo nel giustificare all’opinione pubblica l’uso della forza: le Forze armate sono viste solo come garanti della pace in missioni di umanitarie o di soccorso in caso di disastri (peace keeping e peace enforcing). Il fattore decisivo è però quello politico. Nella storia recente il Potere aereo ha avuto due grandi opportunità per emergere sul piano comunicativo, nel Golfo e nei Balcani, che invece si sono rivelate due occasioni perdute. Golfo e Kosovo sono esempi eloquenti della difficoltà di rendere pubblici determinati messaggi, come l’utilità strategica del Potere aereo nazionale.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
Prefazione Ci sono interpretazioni discordanti riguardo la comunicazione istituzionale dell’Aeronautica Militare e la sua efficacia. Vittorio Argento, vicedirettore di Radio Uno e dei giornali Radio Rai e maggiore del Corpo di Commissariato Aeronautico, pensa che il modello azzurro sia il migliore tra le Forze armate italiane. L’attuale ordinamento ha portato alla realizzazione di una rete di pubblica informazione e comunicazione che si dirama sul territorio nazionale e funziona grazie ad un flusso informativo di tipo top-down, (cioè dal vertice alla base e viceversa). Esistono strategie e strutture dedicate, che producono soluzioni trasparenti anche in momenti di emergenza e crisi. Il prof. Gregory Alegi non è della stessa opinione. Lo storico dice che l’attività della Forza armata va incontro ad una serie di ostacoli e difficoltà, quindi la comunicazione è gioco forza problematica. A cominciare dal fatto che il volo non è un’attività che si vede o presente in maniera omogenea, come ad esempio quella dell’Esercito, perché si svolge altrove, in cielo. Inoltre l’Aeronautica non gode più del monopolio del volo, lo scenario è cambiato con l’avvento di moltissime compagnie private. Altro fattore negativo è quello culturale: il corpo azzurro è pervaso dal linguaggio tecnico, d’accademia, non incline ad un tipo di comunicazio- ne rivolta ad un pubblico di massa. “Se la comunicazione è davvero così efficace - chiede Alegi - perché l’opinione pubblica si scandalizza ancora per la morte di sei Parà a Kabul” 1 ? Il tenente colonnello in congedo Francesco Barontini, portavoce del generale Leonardo Tricarico ai tempi del suo mandato come Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica, è d’accordo con entrambi. O meglio, condivide il pensiero di Argento a livello nazionale ed afferma che all’estero la comunicazione della Forza armata è inefficace, in molti casi addirittura oggetto di manipolazione o censura (vedi i conflitti in Kosovo, Afghanistan e Iraq), perché non agisce autonomamente ma in ottemperanza alla policy interforze dettata dal Ministero della Difesa. 1 Il 17 settembre 2009 muoiono in un attentato sei paracadutisti della Folgore in missione in Afghanistan, altri quattro militari remangono feriti, e molte sono le vittime anche tra i civili. 9

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

aeronautica militare
afghanistan
amedeo magnani
censura
comunicazione
comunicazione esterna
comunicazione interna
crisi comunicativa
disastro
frecce tricolori
guerra
iraq
kosovo
ministero della difesa
policy interforze
potere aereo
propaganda
pubblica informazione
rivista aeronautica
salvatore gagliano
stato maggiore
ufficio pubblica informazione
ustica
v reparto

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi